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arte e mostre
"Vedutismo inciso"

Resmi e Menin alla Casa Museo Sartori di Castel d’Ario

di Michele De Luca

Fino al 12 di ottobre è possibile visitare una importante mostra curata da Adalberto Sartori inaugurata il 15 settembre alla Casa Museo Sartori di Castel d’Ario con gli interventi di Maria Gabriella Savoia, Arianna Sartori, Daniela Castro Sindaco di Castel d’Ario, Carlo Bottani Presidente Provincia di Mantova, contestualmente alle mostre personali di Nilo Bazzani, Vilfrido Paggiaro, Anna Somensari, Elio Terreni, Sabrina Veronese che sono allestite in altre cinque sale della Casa Museo.

“Allestire mostre personali di artisti che hanno operato nella prima metà del secolo scorso – ha scritto la Savoia - non è una cosa semplice, se poi si parla di incisori la cosa si complica ancora perché si tratta di opere su carta, materiale di per sé molto delicato che non sempre è stato custodito con cura, diventando quindi di difficile reperimento. La ‘Raccolta delle Stampe Adalberto Sartori’ ha una storia molto lunga e in tanti anni è riuscita ad acquisire un numero elevato di incisioni tanto da poter, oggi, allestire mostre personali presentando numerosi fogli dei singoli artisti, con la volontà di richiamare e porre attenzione all’operato dei tanti protagonisti dell’incisione italiana del Novecento. Dicevamo porre attenzione e soprattutto divulgare la valenza e la grande qualità artistica degli incisori che hanno lasciato un’importante documentazione iconografica esprimendo con poesia i soggetti e con qualità del segno gli angoli storici sconosciuti o particolari di città italiane, nel nostro caso, oggi, prevalentemente di Mantova per Guido Resmi e di Venezia per Pericle Menin che, in questa ricca e importante esposizione, sono presentati con oltre 100 acqueforti”.

Questa mostra ha soprattutto lo scopo di mostrare e di iniziare a promuovere la visione di fogli rari e importanti per la storia dell’arte italiana, e per togliere gli incisori e l’incisione dall’oblio in cui è stata confinata, soprattutto per la mancanza di conoscenza di questa importante disciplina artistica, l’acquaforte. Tecnica lenta, fatta di osservazione, capacità, tanta passione e tantissima pazienza, su una lastra metallica ricoperta con cera o vernice, con una o più punte metalliche viene tracciato il soggetto, quindi messa in bagno acido che corrode il metallo lasciando un solco, dove la cera è stata tolta dalla punta, al fine di ottenere una matrice stampabile. Il foglio ottenuto dalla stampa a pressione della matrice inchiostrata prende il nome di acquaforte. Con il passare del tempo anche la metodica dell’incisione è cambiata, si è approfondita, perché le tecniche incisorie sono state perfezionate, sia che si parli di calcografia come dell’incisione in piano; allo stesso modo anche gli incisori non sono più isolati.

L’incisione – scrive ancora Maria Gabriella Savoia - oggi è praticata da valenti artisti su tutto il territorio nazionale, incisori che si esprimono e presentano i propri fogli supportati da storiche Associazioni di incisori e di Amici dell’incisione. Confidiamo che a questa mostra abbiano seguito altre manifestazioni di pari livello storico e artistico, sia in questa sede che in altre”.

Guido Resmi Virgilio (Mantova, 1897 – 1956), pittore e incisore autodidatta, dopo l'apprendistato presso gli artisti mantovani Arturo Cavicchini per l'arte incisoria e Alfonso Monfardini per la pittura, inizia a esporre nel 1934, allorché viene ammesso alla Mostra Sindacale Interprovinciale di Milano, partecipando anche alle due edizioni successive. Nel 1936 prende parte alla XX Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia e, quindi, a diverse Fiere d'Arte e Mostre sindacali mantovane, oltre che alla Quadriennale romana. La sua attività artistica si è svolta prevalentemente nella città natale. Gli esordi lo vedono stringere amicizia con gli artisti mantovani Vaini e Zanfrognini, con i quali si dedica al tema del paesaggio, e con Lomini e Guindani, dai quali deriva un segno forte, vicino all'espressionismo. Dalla fine degli anni Trenta si assiste a una rarefazione compositiva e a una modulazione cromatica giocata su toni tenui, in sintonia con la maniera dei chiaristi.

Pericle Menin (Venezia 1880 – 1949) studiò fisica alla Università di Padova. autodidatta in arte è stato anche scrittore di cose artistiche. Tra le principali acqueforti si ricordano: Vedute di Venezia (serie di), Anatomia dell’albero, Poesia dell’albero, Sul limitare del bosco, Vecchie case del Cadore, ecc. Esordisce nel 1914 alla Permanente di Milano, con un ritratto. Alla Mostra di Incisione italiana, del gennaio 1916, della Soc. per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, espone l’acquaforte “La neve a Venezia”. (Raccolta Sartori). Nel 1919 partecipa con l’acquaforte: “I Cipressi dell’Isola del Deserto”, “Torcello” (raccolta Sartori) ed altre incisioni, alla III° Esposizione Nazionale della Federazione Artistica Lombarda, che si tenne nelle sale della Galleria Pesaro di Milano.

articolo pubblicato il: 04/10/2025

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