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religione
il primo Santo brasiliano

Il prossimo 11 maggio, durante la Messa che sarà celebrata da Benedetto XVI a san Paolo del Brasile, sarà canonizzato il primo santo Brasiliano, Frei Galvão.

Il Brasile ha già avuto altri canonizzati, ma si trattava di europei giunti in Brasile per evangelizzare i popoli del Paese sudamericano, come Madre Paulina, una suora italiana che visse per sessantasette anni in Brasile e che è stata canonizzata nel 2002. Allo stesso modo, esistono nella chiesa brasiliana Beati come lo spagnolo Mariano de la Matta o Venerabili come la francese Maria Teodora Voiron ed altri missionari europei.

Antonio de Sant'Ana Galvão nacque nel 1739 a Guaratinguetá, nell'interno dello stato di san Paolo, da padre portoghese e madre brasiliana. Di famiglia ricca, fu presto mandato a studiare presso i gesuiti nello stato di Bahia insieme al fratello maggiore. Ben presto manifestò la volontà di abbracciare la vita religiosa ma, per la persecuzione di cui in quegli anni furono oggetto i gesuiti, d'accordo con i genitori entrò come novizio in un convento francescano dell'interno paulista e poi come studente di filosofia e teologia a san Paolo.

Fondatore di un convento insieme a suor Helena Maria do Espírito santo, una suora che aveva continue visioni, fu ostacolato sia dal vescovo della città che dai superiori francescani. Nonostante tutto, improvvisatosi architetto e finanche muratore, riuscì a portare a termine nel giro di una quindicina d'anni il Mosteiro da Luz (Monastero della Luce), oggi considerato uno dei più bei esempi di architettura religiosa coloniale e recentemente riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità.

Uomo d'intensa orazione, Frei Galvão fu riconosciuto santo dal popolo paulista prima ancora della sua morte, avvenuta nel 1822, non solo per i fenomeni di lievitazione, estasi e bilocazione, ma per i suoi miracoli. Il primo avvenne in questi termini: scrisse una frase in latino in onore della Madonna su un pezzettino di carta che arrotolò a forma di pillola, dopodiché fece ingoiare questa specie di pastiglia ad un giovane afflitto da coliche renali. Il giovane espulse un enorme calcolo. Dopo di allora seguitò a preparare pillole, salvando numerose persone. Pillole con la frase apologetica ripetuta diciassette vengono ancora oggi fabbricate dalle suore del monastero ed offerte ogni giorno a migliaia di pellegrini.

Tra le quasi cinquemila grazie attribuite in due secoli al religioso brasiliano, due recenti guarigioni inspiegabili per la medicina sono state prese a testimonianza prima per il processo di beatificazione poi per quello di canonizzazione.

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