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editoriale
la (brutta) avventura di un signor Rossi qualunque
di Ada

Quella che vi stiamo per raccontare non è la storia di un campione di motociclismo che guadagna decine di milioni di euro l'anno, ne quella di un imprenditore disposto a tutto pur di frodare il fisco, nè tantomeno quella di un truffatore: è la storia di un signor Rossi qualunque, non certo Valentino.

Un lavoratore dipendente (ma vi si riconosceranno certamente anche molti titolari di partita iva) che all'improvviso scopre di avere puntata alla tempia la pistola carica dello stato disposto a tutto, anche a privarvi della vostra auto o vendervi la casa pur di rientrare di qualche pendenza vecchia di 15 anni.

E chi ancora per sua fortuna non è incappato nella Gerit, ovvero in quella che alla faccia del nome (si chiama gerit-equitalia) è diventata a tutti gli effetti una società di recupero crediti, non può capire in quale via crucis si precipita quando sono state emesse cartelle esattoriali con il vostro nome e codice fiscale. Non importa che voi abbiate ragione o meno, non importa che siano relative a multe prese nel lontano 1993, l'unica cosa che conta è che siano presenti nella banca dati delle agenzie collegate all'esattoria. A quel punto bisogna solo farsi il segno della croce e partire per un lungo percorso che per i più fortunati (e solventi...) porta al traguardo di una fedina fiscale pulita.

L'avventura parte nella sede della Gerit, la società (100% pubblica) che gestisce la riscossione per Roma, Livorno, Siena e altre città italiane, in quella enorme sala d'attesa con i numerini sul monitor che scorrono al rallentore. Esci prima del solito da casa, ne prendi uno, se trovi posto ti siedi, leggi il giornale, fai due telefonate e dopo minimo un'ora e e mezza di coda puoi finalmente esultare : è arrivato il tuo turno e puoi pagare quella vecchia pendenza!

All'improvviso però ti accorgi che c'è qualcosa che non va perché l'impiegato ti guarda storto con un'occhiata tra il disprezzo e la compassione. Allora gli chiedi: " scusi cosa c'é ?". E lui, appesantendo ancor di più il senso dello suo sguardo e annuendo con il mento (come a dire ora sono affaracci tuoi), chiede conferma del tuoi dati anagrafici, gira il suo monitor dalla tua parte e dice: " guardi un po', ecco cosa non va...a occhio e croce saranno 10-15 mila euro" e giù una sfilza di cartelle esattoriali esecutive di cui non hai ma saputo nulla oppure non hai più avuto notizie da anni...

e non importa che non ne hai ricevuta neanche una, non importa che il postino a casa tua non si degna neanche di suonare perchè ha paura del cane o perchè semplicemente non può perdere tempo e scendere una rampa di scale da dove ha parcheggiato il motorino. Quel che conta è il rispetto della Legge: e la Legge prescrive che la cartella venga considerata notificata anche con la compiuta giacenza. Ovvero se sei all'estero, il vento o qualche bambino del vicino ha fatto sparire la cartolina gialla che ti avvisa di una raccomandata che ti aspetta all'ufficio postale e sei letteralmente finito. Trascorsi trenta giorni non puoi più fare ricorso, non c'è più nulla da fare...

Ti informi, percorri tutte le strade, chiedi ad amici e conoscenti. Ti rivolgi a un avvocato. Rifai la solita trafila alla Gerit, questa volta però non alla cassa ma all'ufficio informazioni, per avere il dettaglio dei tuoi debiti. Ti stampano quelli che chiamano Ruoli che somigliano molto a delle normali fatture con l'importo iniziale cresciuto del 500 per cento grazie a sanzioni, spese e more per ritardato pagamento.

Cerchi di capire di cosa si tratti ma ci sono solo codici e importi e non quello che ti interessa veramente, ovvero capire quello che hai fatto, quale è la tua colpa. Un impiegato generoso ti spiega che bisogna fare una richiesta specifica e ci vogliono trenta giorni per avere i dettagli: ti spiega che si tratta di multe al codice della strada e poi ti gela: guardi che, che deve pagare 7000 euro, c'è anche un preavviso di fermo amministrativo per la sua auto che riguarda anche tre cartelle emesse dall'agenzia delle entrate. Sei infuriato anche perchè tutto è iniziato proprio con l'agenzia delle entrate: con tre cartelle: una è relativa a una vecchia collaborazione e l'hai dovuta pagare, le altre due erano cartelle pazze e lo hai dimostrato presentando tutti i documenti che ti erano stati richiesti ( A quel punto verrebbe da imprecare e solo la buona educazione e il fatto di stare di fronte a centinaia di persone ti consentono di soffocare il grido di dolore.)

Protesti pur sapendo benissimo che non serve a nulla poi prendi informazioni sul questo benedetto fermo amministrativo: "significa che se non paga - incalza l'impiegato - non può circolare con la sua auto. E se la fermano c'è una multa fino a 2628 euro, il sequestro del mezzo e, cosa ancor più grave, in caso di incidente l'assicurazione non copre i danni".

Insomma manca il carcere e poi il quadro è completo. E qualcuno ti dice di ritenerti fortunato perché fino all'8 maggio anche per le sole multe il comune di Roma e la Gerit ti mettevano l'ipoteca sulla casa (prima abitazione compresa), fino ad arrivare al prelievo forzoso dallo stipendio o dal conto corrente. E poi giù a capofitto in un tunnel senza fine. Perché a chi ha questo genere di problemi, al malcapitato finito nella lista nera dell'esattoria, non vengono concessi mutui e prestiti e molti che non avevano altre risorse sono finiti addirittura nel giro delle finanziarie o dell'usura. Ed il tutto per qualche divieto di sosta non pagato... Incredibile!

Riparti per la via crucis: l'obbiettivo immediato ora è evitare il fermo dell'auto. Tappa all'agenzia delle entrate: ti ricordi di aver un vecchio amico che ti riceve e ti spiega che è dispiaciuto ma la colpa è della Gerit che non ha ancora registrato le comunicazioni dell'agenzia. Insomma funziona come la benzina: quando il petrolio sale il prezzo della verde sale il giorno dopo, quando scende ci vuole un mese per avere qualche effetto visibile alla pompa. Così per le tasse: se devi pagare devi farlo immediatamente, ma se devono cancellare una cartella ci vogliono mesi di passaggi burocratici. Ma il problema non è affatto risolto: perchè sulla circolazione della tua auto pesano ancora le multe e l'unico con cui discutere è l'ente che l'ha emesse ovvero il comune di Roma dell'amatissimo Veltroni. Ti dicono che non c'è problema e puoi tranquillamente rateizzare il debito e così pieno di speranza chiami lo 06-06-06 (il numero per tutti i problemi e le più svariate esigenze) e scopri che la rateizzazione è in funzione del reddito, bisogna presentare Cud o modello Unico e domanda in carta da bollo ( una marca da 14 euro e spicci tanto per non farsi mancare un ulteriore balzello!) ma che tranne casi particolari ti concedono sei rate mensili e con un tasso di interesse del sei per cento (roba al limite del tasso di usura!!!).

Ma non basta. Poi arriva la beffa perchè nel caso fosse stato già emesso un fermo amministrativo allora bisogna prendere appuntamento: praticamente il cittadino deve dimostrare al Comune che è intenzionato a pagare e si impegna a farlo con Rid, fideiussioni e titoli vari. In cambio il Comune avvisa il recupero crediti della Gerit di sospendere il fermo dell'auto. Sembrerebbe tutto liscio tranne però un piccolo particolare: al cronista che ha chiamato lo 06-06-06 il 31 agosto (ieri) l'appuntamento è stato assegnato a metà gennaio, perchè il Campidoglio riceve al massimo 8 cittadini l'ora (48 al giorno) anche se sono decine e decine di migliaia i fermi amministrativi emanati.

Davvero un esempio di grande efficienza: chi vuole pagare ma non ha tutti i soldi per pagare subito, non può neppure pagare a rate. E fino a gennaio come si vive? come si va al lavoro? come si fa ad andare all'asilo a riprendere il proprio figlio? Tutti interrogativi senza risposta. Si vive alla giornata, si rinuncia a quei quattro soldi investiti, si chiede un anticipo della liquidazione, un prestito in banca e ci si inventa un secondo lavoro.

Insomma si tira a campare pur non avendo nascosto al fisco sessanta milioni di euro, e senza avere alle spalle un esercito di consulenti e manager. Io personalmente ho deciso: domani mi vendo lo scooter e mi compro, naturalmente a rate, una moto da corsa. E poi vedrete.

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