Circa un mese fa parlavamo dell’assurdità dell’affermazione fatta da molti che gli immigrati siano indispensabili per pagare le nostre pensioni.
Dopo la scoperta dell’America – ricordavamo - dai 20 ai 30 milioni di esseri umani furono venduti come schiavi per preparare il decollo economico degli stati del nord e del sud America. Di essi meno della metà arrivava a destinazione oltre Atlantico, per l’inadeguatezza delle navi negriere.
Chi ci spiega che gli immigrati sono necessari per pagare le nostre pensioni dimostra lo stesso cinismo di chi un tempo parlava dell’importanza delle piantagioni di zucchero o di cotone e del fatto che gli africani erano molto più forti dei nativi americani per sopportare un lavoro pesantissimo.
Ma ci sarebbe un’altra considerazione da fare. Gli schiavi venduti erano solo giovani e forti. Anche oggi chi attraversa il Mediterraneo in cerca di un paradiso inesistente è quasi sempre giovane e forte.
Per secoli le forze migliori dell’Africa occidentale sono state portate via forzatamente, depauperando economicamente e socialmente tutte quelle zone. Anche oggi i più giovani e più forti se ne vanno, privando interi Stati delle loro forze migliori.
Ma questo non sembra interessare coloro, cattolici di sinistra in prima linea, che urlano contro la politica del nostro Governo. A certi sacerdoti verrebbe voglia di ricordare le parole scritte cinquant’anni fa da un grande vescovo brasiliano impegnatissimo nel sociale.
Hélder Câmara, angelo dei poveri di Recife, condannava coloro che “fanno del sangue dei loro fratelli inchiostro per tipografie”. Parole ancora attuali.
articolo pubblicato il: 14/08/2018 ultima modifica: 27/08/2018