Vent'anni fa il paleontologo Sergio Viera trovò sulla costa uruguaiana il cranio quasi completo di un roditore preistorico. Lo donò ad un museo, dove è rimasto in attesa di sviluppi.
Solo nel gennaio scorso si è concluso che si trattava del roditore più grande del mondo finora scoperto e che era vissuto tra i due ed i quattro milioni di anni fa. Il capibara ed il carpincho, i roditori più grandi oggi esistenti, sono grandi più o meno come cinghiali, sui sessanta chili di peso e lunghi circa un metro e mezzo. Questo era quattro o cinque volte maggiore.
La pakarana, altro roditore sudamericano che probabilmente è il suo parente più stretto, pesa solo dieci o quindici chili, cento volte di meno. Lo Josephartigasia monesi (così chiamata in onore di due scienziati uruguaiani) misurava due metri e mezzo di lunghezza, un metro e venti di altezza e pesava una tonnellata.
Dallo studio dei denti si ritiene che fosse erbivoro e quindi la sua ricostruzione plastica ospitata nel museo non fa paura come potrebbe farla quella di un armadillo gigante (due tonnellate) e di una tigre dai denti a sciabola (cinque tonnellate).
La notizia è apparsa sulla rivista "Proceedings of the Royal Society". Il canale televisivo National Geografic mostrerà il roditore nel corso di un documentario celebrativo del duecentesimo anniversario della nascita di Darwin, nel 2009.
La presentazione del roditore servirà a dimostrare che i Paesi sudamericani, anche quelli piccoli come l'Uruguay, procedono in quelle ricerche che permisero a Darwin di sviluppare la teoria sull'evoluzione delle specie, proprio studiando la fauna del Sudamerica.