Non sono un pacifista, non sono un guerrafondaio, giustifico ed ho giustificato interventi del passato tesi a garantire la sovranità dei popoli. L'attacco proditorio dell'Irak al Kuwait giustificò in modo assoluto l'intervento Americano. Altri interventi in difesa della libertà dei popoli furono sacrosanti e condivisi da gran parte della gente civile. Ma oggi il preannunciato attacco all'Irak mi lascia perplesso. Sottoposto a sanzioni da dieci anni, questo popolo meriterebbe un aiuto umanitario tale da raffreddare l'odio per l'occidente che privazioni, medicine e beni di prima necessità, ha inculcato in una intera nazione, rendendo sempre più forte il potere del dittatore. Una guerra preannunciata, voluta, pretesa da un Bush che sembra giocare con il destino del mondo per un suo capriccio. Dice di avere prove inconfutabili che l'Irak possiede armi micidiali di sterminio. Lo afferma con tanta convinzione che sembra crederci anche lui. Se ha queste prove così terribili e determinanti le mostri e le faccia conoscere al mondo. Se così fosse probabilmente nessun paese civile oserebbe impedire una guerra liberatoria dalla follia distruttrice di Saddam Hussein. Ma passa il tempo e queste inconfutabili prove non vedono la luce. Se esistono davvero perché aspettare il risultato delle ispezioni ONU e perché non dare indicazioni precise agli ispettori per agevolare il loro compito? E' senza dubbio una situazione anomala, piena di dubbi e di sospetti, da una parte e dall'altra. Se non ci fosse il rischio di un coinvolgimento totale, sarebbe quasi curioso vedere come questa strana storia va a finire.
L'Europa, che non è fessa ( almeno lo spero ) cerca di tergiversare, cercando di rimandare qualsiasi decisione al pronunciamento dell'ONU. La compattezza dell'Occidente è fondamentale ma non può essere messa alla prova da un capriccio del presidente americano. La mente spesso è sfiorata dal sospetto che il figlio voglia portare a termine quello che non è riuscito al padre..........Ma ci sono alternative alla guerra? Sicuramente sì. Se è certo che le intenzioni di Saddam Hussein siano quelle paventate da Bush io credo che i potenti Stati Uniti d'America abbiano la possibilità, con i servizi segreti, con i satelliti e con quant'altra diavoleria che forse noi neppur conosciamo, di controllare minuto per minuto, secondo per secondo tutti i movimenti degli "infedeli". Allora perché spendere milioni e milioni di dollari per schierare un esercito, per utilizzare tecnologie costosissime, per mettere a repentaglio vite che in parte andranno sicuramente perse? E' per la sicurezza dell'occidente o vi è forse un qualche interesse per il petrolio dell'Irak?
Ci sono altri interrogativi inquietanti: la guerra sanerebbe davvero il mondo dal pericolo del terrorismo o non accentuerebbe in tutti i mussulmani un desiderio di vendetta? L'impotenza di fronte ad una macchina da guerra così potente armerebbe migliaia e migliaia di disperati pronti a sacrificarsi per portare morte e distruzione nell'occidente. Il problema del mondo islamico non va sottovalutato. Una guerra ingiusta tenderebbe ad unificare popoli che oggi non sono vicini e sicuramente porterebbe ad una reazione violenta da parte dei mussulmani tanto da farci trovare di fronte ad una nuova, spietata guerra di religione.