John Ray (10/03/1927 Dallas, Oregon) è uno strano fenomeno della musica: perde l'udito a 9 anni, viene considerato uno dei più grandi interpreti del suo tempo con una voce considerata unica. Debutta a 15 anni in un concorso a Portland (Oregon) e nel 1951 si trasferisce a Detroit per esibirsi al Flame Club. Nel 1952 il suo singolo Cry rimane in testa alle classifiche per 11 settimane.
Queste le scarne note biografiche di un grande che è vissuto in un tempo che forse non gli apparteneva. Pur avendo perso l'udito, interpreta, piangendo, canzoni con sensibilità e partecipazione travolgente. E' un fenomeno unico nel mondo della canzone, troppo presto dimenticato. Prima di Elvis, prima dei Platters, prima di chiunque altro c'è Johnny Ray. Il cantante "sordo", il cantante che piangeva mentre cantava, come veniva definito ai suoi tempi. Con piacere ho scoperto che esistono dei siti tra cui uno ufficiale (JOHNNIERAY.COM) che lo ricordano e riportano ai nostri tempi la sua grandezza. Intuitivo del cambiamento dei tempi e della musica, Ray interpreta brani che nel 1952 potevano sembrare incomprensibili per i più ma erano una spettacolare avanguardia della musica che sarebbe stata nei venti anni futuri. Il grande Elvis non a caso inserisce nel suo repertorio Cry, splendida canzone di Johnny Ray. E come dimenticare Just walking in the rain o Such a night. Cantante inimitabile, precursore dei suoi tempi rimane nella memoria di pochi (in Italia) perché vissuto ai tempi dei 78 giri, proprio nel momento in cui i primi 45 giri si affacciavano sul mercato. Difficoltà di diffusione, difficoltà di conoscenza. Nonostante ciò, per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, rimane una traccia indelebile di un precursore all'avanguardia della musica mondiale. Jhon Lennon disse: senza Elvis Presley non sarebbero mai nati i Beatles. Posso affermare senza ombra di smentita che senza Johnny Ray non sarebbe mai esistito né Elvis né i Beatles.
Una vita travagliata dalla sua omossessualità, che per i tempi era oggetto di persecuzione, trascorre lunghi periodi in carcere e finisce la sua esistenza ignorato dai più. Come sempre la storia ci riconsegna i veri geni, spogliati della loro sessualità riconsegnandoceli per quello che hanno dato come artisti, interpreti che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia della musica mondiale. Nel ricordare questo grande viene forte il rammarico di parlare di un personaggio sconosciuto ai più. Sarebbe per me motivo di grande soddisfazione se queste mie poche righe muovessero la curiosità del lettore. Questo mio sommesso invito sollecita a ricercare, su internet o nelle discoteche specializzate, qualche disco o la biografia di Johnny Ray. La sua riscoperta sarebbe un giusto contributo alla sua memoria.