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speciale Italia ieri, oggi, domani
domani
di Manlio Morandi

La politica di domani dovrebbe avere come primo obiettivo l'avvicinamento a tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. E' tempo di girare lo sguardo distogliendolo dall'Europa che ormai è cosa fatta. Per la sua posizione geografica l'Italia è l'unico paese che, protendendosi quasi a sfiorare le coste dell'Africa, può e deve diventare il partner privilegiato di tutti quei paesi che ci guardano dalle coste africane. Per cultura, per civiltà siamo i potenziali interlocutori di quei paesi che, pur ricchi di materie prime, hanno bisogno di tecnologie, di aiuti costruttivi, di collaborazioni destinate alla loro crescita ed alla loro autonomia. Ciò garantirebbe l'esplosione economica del nostro sud che diverrebbe il trampolino di lancio verso un continente ancora da scoprire ed innovare.
Per quanto riguarda la politica si prospettano varie soluzioni: la riconferma di Berlusconi (a condizione che riesca a completare quella parte di programma previsto per la legislatura in corso), condizionata anche dalla compattezza della coalizione.
La vittoria della sinistra se trova un leader che sappia catalizzare su di sé le componenti sinceramente democratiche.
E se ricomparisse la Democrazia Cristiana? I presupposti ci sono. Nel primo congresso dell'UDC si sono rivisti molti volti noti che da tempo non circolavano. Ma ciò che fa meditare è che tutti gli ex democristiani, di sinistra, di centro, e di destra erano presenti e sembravano partecipare ad un vecchio congresso DC che vedeva le varie correnti confrontarsi. E poi se alla sigla UDC si toglie la U cosa rimane?
Nell'ipotesi che la nuova UDC riesca a riconquistare una buona fetta di elettorato e che senta improvvisamente odor di potere, quale potrebbe essere lo scenario politico futuro? con chi si schiererà? con la destra, con la sinistra?
Questa ipotesi non è poi così lontana dalla realtà in quanto gran parte degli elettori, delusi dall'azione del governo, delusi da una opposizione frastagliata e priva di mordente, potrebbero ricordarsi che esiste un centro.
Come battuta ironica, potremmo rivedere Andreotti presidente del consiglio e Scalfaro ministro della giustizia. Sarebbe un bel passo in avanti!

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