Il 18 di questo mese il nuovo Concordato tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica compie venti anni.
La revisione era iniziata da tempo, ma fu Bettino Craxi ad impremere un'accelerazione alle trattative, voglioso, come dissero laici rigorosi e cattolici integralisti, di firmare un atto cosi' importante insieme al cardinal Casaroli, come aveva fatto esattamente cinquant'anni prima (l'11 febbraio 1929) Benito Mussolini con il cardinal Gasparri.
Molti laici desideravano che il trattato del '29, poi confluito nella Costituzione italiana, fosse semplicemente abrogato, ipotesi abbastanza peregrina, dato l'intersecarsi di diverse sfere di competenza tra lo Stato italiano e la Chiesa; molti cattolici vissero il fatto che la religione cattolica non č pių riconosciuta come religione ufficiale dello Stato come un ulteriore colpo alla cattolicita' del Paese, dopo l'introduzione del divorzio e la legalizzazione dell'aborto. In definitiva, scontento' molti, da una parte e dall'altra, e nessuno se ne mostro' particolarmente soddisfatto.
Alla firma del Concordato fece seguito una legislazione attuativa, le cui tappe principali furono la legge del 25 marzo 1985, n.121, di ratifica ed esecuzione dell'accordo; la legge del 20 maggio 1985, n.206 di ratifica del Protocollo firmato il 25 novembre 1984; la legge 20 maggio 1985, n.222; il Decreto presidenziale del 13 febbraio 1987, n.33.
Ma fu la successiva intesa tra l'allora Ministro della P.I. Falcucci e il cardinal Poletti sull'insegnamento della Religione cattolica nelle scuole a creare i maggiori malumori nella parte laica, con un balletto di circolari che prosegui' anche con il successore della Falcucci, il Ministro Galloni.
Alla fine il genitore che non vuole che suo figlio si avvalga dell'insegnamento religioso si trova a scegliere tra ben quattro opzioni diverse; tutto questo perche' il Ministro Galloni non voleva che lo studente "non avvalentesi" potesse semplicemente uscire dalla scuola (come avveniva in precedenza, nella scuola erede del Concordato "fascista") e fu solo dopo un'autentica sceneggiata normativa che il Ministro ammise questa quarta possibilita'.
Ancora oggi le polemiche da parte laica non si sono placate, su diversi aspetti del Concordato, ma non e' che la Chiesa ne abbia tratto grandi vantaggi, se non quello di nominare i Vescovi senza il gradimento da parte statale e quello di poter istituire nuove parrocchie senza alcuna autorizzazione preventiva.