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petrolio mortale

battaglia di indios e cappuccini contro gli inquinatori

di Carla Santini

Un giovane avvocato ecuadoriano, Pablo Fajardo, ha combattuto e vinto in giudizio contro una quarantina di avvocati messi in campo dalla società petrolifera Chevron, una delle imprese statunitensi più importanti per volume d'affari.

Fajardo ha ottenuto per i suoi assistiti, poveri contadini di Lago Agrio, una provvisionale di 8.560 milioni di dollari, la più alta mai stabilita per un disastro ambientale, per una catastrofe ambientale trenta volte maggiore di quella causata dalla petroliera Exxon Valdez.

I genitori di Fajardo avevano lasciato la nativa costa dell'Ecuador per cercare fortuna, con i loro dieci figli, nell'Amazzonia ecuadoriana, in un paese chiamato Shushufindi. C'era petrolio per ogni dove, mescolato con la terra nei campi, nell'aria, nelle case, perfino sulle piste di terra battuta, irrorate estemporaneamente dai camion della Texaco per non far alzare la polvere. Anche dentro i paesi la stessa storia, con le strade bagnate come dopo un temporale, ma di petrolio, e la gente con povere pantofole.

La Texaco ha perforato più di trecentocinquanta pozzi petroliferi e per ogni pozzo alcune piscine per lo smaltimento dei rifiuti tossici, possibilmente vicino ad un corso d'acqua, così da liberarsi dell'acqua tossica. Evaporando, lo zolfo cadeva sulla selva sotto forma di pioggia acida.

La Texaco, in seguito incorporata dalla Chevron, ha perforato in Ecuador dal 1964 al 1990, quando ha lasciato la concessione alla Petroecuador. In seguito alla fine della pesca, per le acque avvelenate, due tribù di indios sono scomparse per sempre ed altre tre sono passate dalla vita libera della selva a quella ultrasottoproletaria al servizio dei pozzi.

Se il giovane Fajardo è potuto diventare avvocato e combattere la sua battaglia contro la multinazionale è stato grazie ad una missione di cappuccini spagnoli: i religiosi si sono impegnati negli anni per far sì che giovani addetti ai lavori più umili potessero la sera avere professori di liceo gratuiti e che i più meritevoli avessero borse di studio per l'università a distanza da parte di lontani benefattori. Nella missione è nato il primo embrione di quello che sarà il Comitato di resistenza ai petrolieri.

Il caso fu portato davanti ad un tribunale di New York, ma la Texaco prima e la Chevron dopo si sono opposte perché a loro dire doveva essere un tribunale ecuadoriano a giudicare la questione. Speravano di avere vita più facile in un piccolo tribunale amazzonico che in una corte nuovayorchese. Malgrado tentativi di subornare i testi e di corrompere i giudici e nonostante il misterioso omicidio di un fratello dell'avvocato, il tribunale di Lago Agrio ha dato ragione al giovane patrocinatore ed ai suoi trentamila assistiti.

La Chevron non possiede beni in Ecuador e sta procedendo con i suoi avvocati negli Stati Uniti per dimostrare che i contadini amazzonici costituiscono in realtà un'associazione a delinquere per spillare soldi. La guerra dell'avvocato Fajardo è ancora lontana dalla conclusione.

articolo pubblicato il: 25/06/2011

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