Sono sempre di più le persone che producono biodiesel in casa, per ovviare ai costi sempre più alti dei carburanti alla pompa.
Lo spagnolo José Manuel Cano da sette anni non mette piede in un distributore. Iniziò con un semplice esperimento, mettendo in un bicchiere un po' di olio di girasole, metanolo e soda caustica ( idrossido di sodio, NaHO), che uniti formano metossido di sodio. Dopo aver mescolato il tutto con un cucchiaio (con la dovuta attenzione dovuta alla tossicità della mistura) lasciò decantare per un'ora. Sul fondo del bicchiere era rimasta la glicerina, in alto era pronto il biodiesel.
Se si dispone di olio usato ( per esempio in convenzione con una mensa) il costo diminuisce ancora di più: basta filtrare l'olio per eliminare eventuali residui alimentari, riscaldarlo per far evaporare eventuale acqua e poi procedere con la reazione chimica.
José Manuel Cano, ma non è l'unico in Spagna, ha trovato il modo di viaggiare spendendo diciotto centesimi di euro al litro, utilizzando al cento per cento il biodiesel che produce in un contenitore da centocinquanta litri. Secondo una ricerca, il venti per cento del biodiesel prodotto nel Paese è fatto artigianalmente in casa.
Diverso il caso se si vuol vendere il biodiesel prodotto, che prevede una normativa di qualità che solo le imprese industriali posso permettersi. Una di queste, in Catalogna, sta studiando la possibilità di usare grassi animali invece di oli vegetali, ma nel frattempo preferisce comprare olio di soia, che è un po' meno caro di quello di girasole, appena prodotto, giacché è difficile reperire olio usato in quantità industriali.
articolo pubblicato il: 13/07/2011