Ricercatori irlandesi hanno curato l'asma in topi di laboratorio infettandoli con un parassita. Scienziati dell'Università Trinity, a Dublino, ricercano adesso nuovi modi di evitare e ridurre l'asma ed altre allergie usando questo organismo.
L'equipe cerca di spiegare a livello molecolare come sia successo che i parassiti abbiano conseguito questa meta e se si potrà sintetizzare un nuovo medicamento per l'asma. Si potrà spiegare inoltre perché l'asma è una malattia che ha maggiore incidenza nei Paesi industrializzati.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità calcola che nel mondo circa 150 milioni di persone soffrono d'asma e più di 180.000 morti avvengono ogni anno a causa di essa.
Secondo il dottor Carlos Lahoz, della Rete Europea Globale Contro le Allergie e l'Asma, ciò si deve al fatto che la modernizzazione del modo di vivere è uno dei fattori che fanno in modo che ci sia più propensione alla produzione di allergie.
La teoria che sostiene la ricerca afferma che le persone che vivono in società moderne ed industrializzate non sono più esposte agli agenti patogeni come virus e batteri ed i loro organismi producono reazioni contro minacce minori, come le allergie.
Lahoz spiega che studi fatti in Israele, susseguenti all'emigrazione di tribù etiopi nel Paese, riscontrarono la presenza molto grande di parassiti sui bambini. Al contempo incontrarono tra di essi una bassa incidenza di allergie.
Dopo qualche anno, quando i parassiti erano scomparsi, si vide che erano aumentate le allergie, probabilmente perché l'apparato immunologico dell'individuo cerca sempre qualcosa cui rispondere.
In Africa l'organismo è sempre impegnato a perseguire parassiti e non si preoccupa degli acari della polvere o delle noci . Ma in una società sviluppata il sistema immunologico non trova parassiti che contengono sostanze irritanti e si occupa di noccioline, di polvere e di altri tipi di allergogeni che lo portano a far reazione.
Il parassita utilizzato dai ricercatori irlandesi è l'eschistosoma, che si trova principalmente in acqua contaminata nei Paesi tropicali e subtropicali.
Questa larva si alimenta di globuli rossi e di sostanze nutritive del sangue, come zuccheri ed aminoacidi e può causare anemia ed affaticamento e, in alcuni casi, danni ai reni.
Si reputa che circa 250 milioni di persone siano infettate da questo parassita nei tropici. Nel corso dello studio i ricercatori hanno scoperto che il parassita è riuscito a sviluppare un modo di controllare il sistema immunologico per garantire la propria sopravvivenza.
Ora la sfida sarà di scoprire come il parassita abbia ottenuto questo controllo e questa scoperta si potrá applicare alle allergie. Sarà molto importante scoprire le modalità di azione del parassita e le molecole che agiscono in risposta.