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speciale maggio 1453: Costantinopoli cade
l'assedio
di Piero Pastoretto

Il campo d'assedio venne posto a terra, di fronte alle mura con al centro la monumentale tenda rosso e oro eretta per il Sultano. Il 12 aprile comincia il bombardamento. Dopo sei giorni di fuoco ininterrotto i risultati sono ancora modesti per l'imperizia degli artiglieri e per l'abilità dei difensori nel tamponare la breccia con le macerie stesse, terra e pietrisco.

Il 18 aprile Maometto, impaziente, dà l'ordine di un attacco generale notturno ma i difensori aprono un fuoco d'inferno con le bombarde, gli archibugi, archi, balestre ed il celebre fuoco greco (pece bollente cui veniva dato fuoco prima di lanciarla sul nemico).

Il Sultano dà allora inizio tempestivamente ad un'impresa ciclopica per impadronirsi a tutti i costi del porto. Impiegando migliaia di schiavi e di soldati fa livellare il terreno per circa tre chilometri, vi fa gettare una sorta di corsia di legno spalmata di grasso, infine fa spingere a braccia e con il concorso di buoi settanta imbarcazioni fino ad un fiume che si getta nelle acque del Corno d'Oro. Inoltre Maometto fa costruire un ponte di 700 metri, grazie al quale, i suoi soldati possono trasferirsi da una riva all'altra del porto.

Il 7 e il 12 maggio si scatenanto due nuovi attacchi, ma sono ancora respinti dagli esausti difensori delle mura. Dopo un nuovo assalto fallito, il 18 maggio, i Turchi scavano cunicoli sotto le mura per minarle con l'esplosivo, ma i cristiani scavano altri cunicoli paralleli a quelli nemici per minarli. in qualche caso Turchi e Cristiani si incontrano sotto terra ingaggiando orribili combattimenti con asce, pugnali ed attrezzi da scavo. Un pugno di difensori continua a tenere in scacco un'intera armata.

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