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sciopero oscurato
di Ada

Il 16 aprile nessuno ha "visto" lo sciopero generale in TV. Eppure tantissimi lavoratori sindacalizzati attendevano questo giorno per dare una manifestazione di forza e di potenza, sulla falsariga della "kermesse" di fine marzo a Roma. Decine o centinaia di migliaia erano scesi in piazza, oltre a disertare fabbriche, uffici, scuole, in tante città grandi e piccole. E qualcuno, tornato a casa, avrebbe volentieri gradito di vedere nei telegiornali, se non proprio in diretta, qualche immagine dei cortei e delle manifestazioni. Invece niente. Il giorno dopo le TV grandi e piccole si sono però "scatenate" con servizi e commenti a go-go. Ma è la stessa cosa? Abbiamo molti dubbi. Il giorno dopo tutti erano tornati infatti al lavoro, l'avvenimento era ormai usurato se non proprio dimenticato, le famiglie in genere seguono al massimo la cronaca quando sono a cena e il povero lavoratore, stanco e forse deluso ha fatto fatica a vedere qualcosa del "suo" sciopero.
Uno sciopero "oscurato" per un errore madornale della federazione nazionale della stampa, la cui dirigenza da tempo è allineata con le confederazioni generali sindacali. La FNSI ha imposto a tutti i giornalisti l'astensione totale del lavoro- ma alcuni giornali e tante radio locali non ne hanno seguito le indicazioni- e l'oscuramento completo soprattutto delle TV. La FSNI , se avesse voluto essere veramente vicina a tutti i lavoratori in sciopero, avrebbe dovuto far seguire da tutti i giornalisti in via diretta lo svolgimento dell'avvenimento- ricordate l'impatto mediatico delle giornate noglobal di Genova o quello della manifestazione romana della CGIL- ed è invece tornata indietro di sessant'anni, quando gli scioperi venivano conosciuti a distanza di giorni con qualche servizio della carta stampata. Tutti gli studiosi della scienza della comunicazione, per non parlare del grande Macluan, dicono che un avvenimento che non va in TV è come se non esistesse. La FSNI è evidentemente su un'altra linea, ma non ha fatto certamente un regalo agli altri sindacati, semmai al Governo.

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