Quando alla metà degli anni Ottanta Pedro Pacheco, un noto politico nazionalista andaluso, pubblicò la sua celebre frase "la giustizia è una burletta", pochi potevano immaginare che venticinque anni dopo la giustizia spagnola non sarebbe più stata una burletta ma qualcosa di grottesco e sarebbe diventata bersaglio dell'attenzione del mondo intero a causa degli incredibili processi istruiti contro il giudice Garzón.
Il giudice che ottenne la detenzione del dittatore Pinochet e che mandò in carcere importanti esponenti socialisti del governo di Felipe Gonzalez per il caso Gal rappresenta per molti la giurisdizione universale e la lotta contro l'impunità dei potenti.
Ciò nonostante, questo giudice, ammirato da persone di tutto il mondo, sembra avere grandi nemici, tanto nelle società spagnola come tra i suoi compagni di magistratura.
In poco tempo il giudice si è trovato coinvolto in tre processi:
1 Processo per abuso di potere per fare indagini sui crimini del franchismo.
2 Processo per peculato per essere stato pagato per alcune conferenze tenute nell'Università di New York.
3 Processo per abuso di potere per investigare sulla rete di corruzione "Gürtel",legata a politici del PP.
1 Nel primo processo, che ha avuto origine nella denuncia di un gruppo di ultradestra, gli viene imputato di aver emesso scientemente sentenze ingiuste per aver preteso di investigare crimini commessi sotto il fascismo. Crimini mai giudicati a causa dell'impunità prevista dalla legge di amnistia del 1977, oggetto di una dichiarazione di nullità emessa dal Comitato dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Tale legge, secondo questi giudici, impedirebbe di inquisire i crimini del franchismo.
Per ironia della sorte il Tribunale Supremo spagnolo ha giudicato e condannato il repressore argentino Adolfo Scilingo per crimini contro l'umanità commessi in Argentina, sostenendo che gli stessi possano e debbano essere perseguiti avendo offeso la comunità internazionale, essendo inefficace qualsiasi legge che li tuteli. Quando lo stesso giudice spagnolo che processò l'argentino ha preteso di investigare su delitti dello stesso tenore commessi da spagnoli contro spagnoli in Spagna, alcuni dei membri lo tacciano di prevaricatore e pretendono di giudicarlo.
2 Il Tribunal Supremo investiga se ha commesso reati di peculato guadagnando 302.000 euro nel 2005 e nel 2006 per organizzare alcuni corsi nell'Università diNew York, patrocinati dal Banco de Santander.
Gli avvocati querelanti mettono in relazione questi pagamenti con la decisione posteriore di Garzón di rispettare una querela formulata nei confronti dei dirigenti della società bancaria, tra i quali il presidente Emilio Botín.
Sia il Banco de Santander che l'università avallano la versione del giudice Garzón. Lui assicura di non aver mai ricevuto denaro proveniente dalla banca.
3 Una denuncia di un ex consigliere di un paese vicino a Madrid ha portato il giudice Garzón ad investigare su di una rete di corruzione legata ad amministratori ed a politici del PP. Questa rete si estende a quasi tutte le comunità autonome governate dal partito della destra e vi sono implicati politici importanti come Luis Bárcenas, tesoriere del PP, ed il presidente della Comunità valenziana, Francisco Camps. Gli investigatori trovano in questo affare forti indizi di finanziamento illegale del PP.
Ebbene, alcuni implicati in questa rete hanno sottolineato l'illegalità dei suoi atti, considerando che Garzón ha prevaricato e commesso un delitto contro la garanzia istituzionale della privacy intercettando le conversazioni tenute dai tre presunti caporioni della rete di corruzione quando il caso era di competenza solo dell'Audiencia Nacional.
Così, con un atto che mina sempre di più la sua credibilità, il Tribunal Supremo ha ammesso che il principale imputato della trama Gürtel, Francisco Correa, si costituisse in giudizio contro il giudice che ha istruito la causa, Baltasar Garzón. Ci troviamo in una situazione rocambolesca: al capo della trama delittuosa si offre su un vassoio la possibilità di far sedere sul banco degli imputati il giudice che lo ha inquisito.
Alcuni editorialisti ipotizzano che il PP abbia intensificato la propria offensiva giudiziaria contro Garzón proprio a causa di questo caso che potrebbe avere gravi conseguenze elettorali. La strategia di questo partito porterebbe all'annullamento delle prove per vizi di forma nel prosieguo delle indagini. Strategia che ha già funzionato vent'anni fa in un altro caso di corruzione e finanziamento illegale, quello conosciuto come il caso Naseiro.
Ciò che risulta strano in questi giudizi è che non solo hanno resi nulli gli atti del giudice Garzón a causa dei ricorsi, che è normale nel sistema giudiziario, ma anche che le parti lese dalle sue decisioni vogliano anche annullarlo come giudice e metterlo in carcere, ricorrendo, se servisse, alla via della querela.
Come si è giunti a questa decisione?
In primo luogo perché il potere giudiziario è il potere statale che è meno cambiato dall'epoca franchista. La cupola dell'esercito è stata rimodellata dopo il tentativo golpista del 1981, ma il mondo giudiziario continua ad essere eminentemente conservatore per tradizione.
In secondo luogo per la politicizzazione della giustizia che deriva dal fatto che i giudici dei principali tribunali, il Costitucional e il Supremo, siano designati dai partiti politici. Nei suoi otto anni di governo (1996 - 2004) José María Aznar ed il PP misero il massimo numero di giudici conservatori in questi importanti incarichi. In anni posteriori, quando è giunta l'ora del rimpiazzo di questi membri, il PP ha bloccato la nomina di nuovi giudici per non perdere questa maggioranza conservatrice.
La principale conseguenza di queste ultime decisioni contrarie dei giudici, che vanno a sommarsi a molte altre precedenti, è che nei sondaggi d'opinione la giustizia risulta l'istituzione meno apprezzata ed il potere giudiziario il più bisognevole di riforma.
Probabilmente Pedro Pacheco oggi direbbe che "la giustizia non è una burletta... è una cialtroneria!".
articolo pubblicato il: 27/04/2010