Sono trascorsi tre mesi da quel 9 aprile che ha visto un cambio di maggioranza politica in Italia. Il Governo guidato da Romano Prodi, nonostante l'esiguo vantaggio al Senato, aveva la possibilità e la forza di amministrare il Paese con nuove idee e rilevanti vantaggi per i cittadini. I famosi "cento giorni" sono invece trascorsi invano e anzi sono finiti con un clamoroso provvedimento sulle "liberalizzazioni" che come idea non era male ma che all'atto pratico si sta trasformando in qualcosa di esplosivo e di traumatico. E' giusto che occorre svecchiare il nostro Paese dai tantissimi vincoli e regolamenti che impediscono e ostacolano uno sviluppo organico dell'economia per favorire una concorrenza nel lavoro autonomo e nell'impresa privata.
Chi non sa che in tutte le grandi metropoli mondiali circolano migliaia di taxi, mentre in Italia sono pochi e cari? Chi non conosce la situazione italiana dei professionisti con le ferree regole sulle tariffe? Chi non ha imprecato nei confronti dei negozi chiusi di notte alla ricerca spasmodica di un'aspirina o qualcosa del genere per trascorrere qualche ora di sollievo? Siamo tutti d'accordo, o quasi tutti. Il Governo Berlusconi era intenzionato a fare qualcosa del genere, ma vi aveva subito rinunciato per evidenti motivi: troppo negative sarebbero state le reazioni nel suo elettorato. Prodi invece ha avuto il coraggio, bisogna riconoscerlo, di toccare alcuni tabù (vedi anche le banche) e di cominciare a dire qualcosa di nuovo. Il guaio (suo e del Governo) che lo ha fatto come se fosse l'unico problema italiano e il più urgente visto che si tratta del primo provvedimento di grande rilievo adottato nei "cento giorni". Senza sentire nessuno e senza la "concertazione" tanto decantata in campagna elettorale.
E' stata subito rivolta con agitazioni selvagge soprattutto dei taxidriver che di nuove numerose licenze non ne vogliono sapere. Non è facile prevedere come finirà questa faccenda. Qualche indicazione ci fa pensare che dopo tutto purtroppo si troverà una soluzione, come il solito "all'italiana": i sindaci (dai quali dipenderanno le licenze) si dicono disponibili a trattare. Ma non era questa dei taxi anche una delle soluzioni per far diminuire il traffico cittadino delle auto private e per ridurre in qualche modo l'inquinamento dei centri urbani? Vedremo.
C'è anche un'altra immagine che ci impensierisce (Dio ci salvi) ed è quella cilena. Vi ricordate quel che accadde nel Paese sudamericano nel 1973? La rivolta contro il socialismo di Allende che poi portò alla dittatura militare (Dio ci risalvi) iniziò proprio con i "padroncini", in quel caso di camion. Ma l'Italia non è il Cile e innanzitutto non ha miniere di rame.