La decisione del giudice Garzóon di chiudere le sedi del partito regionale basco
Batasuna non sembra aver provocato in Spagna sorpresa o sgomento, anzi, dai
commenti sembrerebbe che la maggioranza degli spagnoli sia favorevole al provvedimento.
Indro Montanelli espresse un giudizio negativo su Garzóon quando il
giudice chiese l'estradizione di Pinochet; gli sembrava paradossale che i crimini
di Pinochet potessero essere giudicati in un paese dove l'ultimo dittatore europeo
era morto nel proprio letto, dopo aver fatto funzionare la garrota fino a non
molti mesi prima. Con tutto il rispetto per il grande Montanelli, la Spagna ha
dato nell'ultimo quarto di secolo tali e tante prove di democrazia (ricordiamoci
della fine ingloriosa del golpe Tejero) da sentirsi in diritto di poter giudicare
chiunque. Ma l'attuale provvedimento del giudice Garzóon rischia di aumentare
nei paesi baschi la simpatia nei confronti degli indipendentisti, non solo di
quelli moderati ma purtroppo anche dei violenti. Quando, negli anni cinquantasessanta,
l'Italia si trovò alle prese con il terrorismo altoatesino a nessuno venne
in mente di dichiarare illegale il partito di riferimento della comunità di lingua
tedesca o di censurare il giornale locale; potè addirittura presentarsi alle elezioni
anche una formazione politica dichiaratamente legata all'idea di insurrezione.
Oggi l'Alto Adige è portato ad esempio di (più o meno) pacifica convivenza di
etnie diverse e a modello di organizzazione autonoma. La storica decisione presa
dal governo Suarez di far partecipare alle elezioni il partito comunista apparve
inaudita ai benpensanti ma impedì che in Spagna si manifestassero sentimenti
di contrapposizione violenta tra le due concezioni della Spagna, una delle quali
hace helarte el corazón. I comunisti incassarono alle prime elezioni libere un
modesto 7,5% dei consensi ed oggi Izquierda Unida è un pacifico movimento
d'opposizione. La repressione inutile risolve i problemi di facciata, ma lo scioglimento
di Batasuna forse porterà consensi e simpatie all'ETA anche tra i baschi
moderati. C'è il rischio che il giudice Garzóon, che di nome fa Baltasar, abbia
regalato oro, incenso e mirra a chi si augura che la tranquillità da quelle parti
non arrivi mai.