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arte e mostre
la pittura pisana del duecento da Giunta Pisano a Giotto
di Manuela Mattei

A Pisa, al Museo nazionale di San Matteo, nell’ex monastero al lungarno Mediceo, una mostra a cura di Mariagiulia Burresi ed Antonino Caleca, con oltre cento capolavori della pittura cristiana in occidente sviluppatasi nel Duecento nel territorio di Pisa nell’arco di circa cinquant’anni, da Giunta Pisano appunto sino all’arrivo dell’opera di Giotto, provenienti sia dallo stesso territorio pisano che da importanti musei nazionali ed internazionali.

Una rassegna che testimonia l’importanza della pittura artistica pisana nel secondo ‘200, meno conosciuta rispetto alla scultura, ad iniziare dalle opere di Giunta Pisano che, prima di altri pittori, rinnovò l’arte basandosi sulla grande tradizione bizantina. Lo stesso Cimabue, infatti, prese spunti per la sua pittura dal Giunta ampliando il concetto di sacralità e di sentimento insito nelle sue opere.

La rassegna propone per la prima volta tutte le icone conservate nelle chiese del territorio pisano, in uno a parte della raccolta di tavole a fondo oro dello stesso Museo nazionale di San Matteo, e gran parte dei capolavori di origine pisana conservati in Italia e all’estero: ricordiamo in particolare la ricostituzione, per la prima volta, del dittico di recente attribuito al Cimabue, composto da due tavole, la prima raffigurante la ‘Madonna in trono con Bambino e Santi’ conservata alla National Gallery di Londra, e l’altra proveniente dalla Flick Collectiobn di New York, ‘Flagellazione’.

Ma anche altre opere inedite, presentate per la prima volta in Italia dopo la loro dispersione, quali il monumentale ‘Crocifisso’ di Michele di Baldovino, conservato al Cleveland Museum of Art, due frammenti di ‘Dossale’ di Deodato Orlandi, provenienti dalla Gemäldegalerie di Berlino e ‘Madonna in trono col Bambino’, dello stesso artista, dal Lindeanau Museum di Altenburg, ‘Dossale’ di Memmo di Filippuccio, conservato all’Arcivescovado di Oristano e ‘Dossale con San Verano e storie’, di maestro pisano, dal Museo di Brera, tanto per citare alcune opere, oltre quelle provenienti dal Comune e dalla Provincia di Pisa.

Una sezione della mostra è dedicata alle arti applicate e alla miniatura, che testimonia l’alto livello artistico raggiunto a Pisa nel Duecento; ricordiamo, fra tanti manufatti, una grande croce reliquario in cristalli, i corali, gli exultet miniati e vari sigilli in bronzo di Confraternite e della città di Pisa.

La rassegna prosegue idealmente nel territorio con visite ad opere presenti in edifici storici e chiese, come il mosaico di Cimabue dell’abside del Duomo, unica opera documentata dell’artista. Per inciso, ricordiamo inoltre che presso il Museo nazionale di San Matteo, sede della mostra, è presente una pregevole raccolta di ceramiche smaltate, utilizzate per decorare gli esterni delle chiese medievali, di provenienza islamica e pisana, oltre a capolavori di pittura e scultura dei secoli XIV e XV, di maestri quali Donatello, Masaccio, Beato Angelico, Simone Martini e Benozzo Gozzoli, tanto per fare alcuni nomi.

La mostra, che è accompagnata da un volume di pregevole fattura, un’edizione d’arte edita da PACINIeditore, osserva il seguente orario: tutti i giorni dalle ore 10,00 alle ore 19,00; prezzo del biglietto € 8,00 intero, €6,00 ridotto, € 4,00 studenti; biglietto cumulativo con il Museo nazionale di San Matteo € 10,00.

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