E' passata quasi sotto silenzio la morte (a 103 anni) di Lorna Marshall, l'antropologa
statunitense che ha passato più di cinquant'anni della sua vita fra i
boscimani del deserto del Kalahari. Se ne è andata in un silenzio simile a quella
che circonda la tragedia del popolo Kung (così vengono chiamati i boscimani
nelle lingue africane). Questa razza di antichissimi abitatori dell'Africa subsahariana
è a rischio di genocidio da parte della maggioranza bantu che governa il
Botswana, lo stato in cui gli ultimi discendenti degli antichi abitanti di vaste zone
della Namibia, dell'Uganda, dell'Etiopia e della Repubblica sudafricana sopravvivono
secondo uno stile di vita risalente all'età della pietra. Perché i boscimani,
oggetto di razzismo per la loro pelle color crema, non conoscono la pastorizia e
l'agricoltura; gli uomini si dedicano alla caccia, le donne alla raccolta di erbe e
bacche. Il governo tende a racchiuderli tutti in riserve dove i boscimani perdono
la loro identità e finiscono per dedicarsi all'alcool. Ultimamente le autorità
del Botswana hanno rifiutato aiuti della Comunità Europea per fornire acqua
a sufficienza alle tribù che soffrono una sete secolare. Si è pretesa una specie di
licenza di caccia in base alla quale ogni cacciatore non può abbattere più di tre
antilopi all'anno, malgrado che non si tratti di un animale in via di estinzione
e che venga apprezzata la caccia da parte dei ricchi turisti europei e americani.
Ma i boscimani, con la loro esistenza, danno fastidio all'industria estrattiva;
il territorio è ricco di diamanti e le grandi società minerarie sudafricane sono
interessate a creare miniere e infrastrutture. Sono passati più di trent'anni da
quando, grazie ai libri della Marshall, antropologi, sociologi e semplici lettori
si appassionarono agli usidi questo pacifico popolo (le controversie tra i clan si
dirimono a colpi di filastrocche sarcastiche). Lorna Marshal, due lauree in due
prestigiose università americane, dopo gli inizi come ballerina si era sposata con
un facoltoso uomo d'affari; quando il marito decise di aver lavorato (e guadagnato)
abbastanza stabilirono di come accordo di andare a vivere in qualche posto
sperduto e sulla carta geografica l'indice di Lorna si fermò sul deserto del Kalahari.
Fu per caso, quindi, che oggi sappiamo tutto sulle usanze dei boscimani; la
loro dieta a base di carne, quando c'è (in certi giorni si nutrono di formiche, api,
lucertole), i loro bambini che vengono allattati anche fino ai quattro anni, non
possedendo animali, la dignità di cui godono le loro donne, che possono chiedere
il divorzio quando vogliono. Tutto questo rischia di scomparire e con esso la
testimonianza vivente dei costumi dell'uomo della pietra prima che scoprisse la
pastorizia.