Arte vuol dire poesia, musica, pittura, scultura e architettura, ma anche teatro, spettacolo, pubblicità e via discorrendo.
La concezione artistica ha tanti aspetti: metafisici, psicologici, tecnici, e tanti rapporti con le altre attività teoretiche e pratiche dell'uomo; aspetti e rapporti che,ovviamente, non possono essere riassunti nello spazio di poche righe.
Certo è che l'arte, da sempre, ha accompagnato il cammino dell' uomo. Basti pensare ai nostri progenitori che dipingevano bisonti, capre e snelle figure umane sulle rocce; basti menzionare i selvaggi che soffiavano dentro una conchiglia, o che si ricoprivano di variopinti tatuaggi, quasi volessero innestare una pelle diversa sul proprio corpo.
L'uomo ha sempre sentito la necessità di imprimere il proprio suggello sulle cose che lo circondano e di crearne addirittura delle nuove. Questa volontà di creazione, questo bisogno di creare qualcosa, di artisticizzare, in qualche modo, il mondo che lo circonda è tanto prepotente da configurarsi, evidentemente, come uno degli istinti basilari dell'uomo.
Occorre però precisare che questo bisogno primigenio, connesso col nostro stesso essere, non si traduce nell'atto e nel prodotto artistici senza aggiunta alcuna ad una presunta pura ispirazione. Delacroix, in una pagina del Journal, scriveva che "l'arte non è (...) come crede il volgo, cioè una specie di ispirazione che nasce non si sa dove, che va a caso e presenta soltanto l'esteriore pittoresco delle cose" (1).
La produzione artistica, invece, è l'espressione di una conquista spirituale, di una lenta e progressiva ricerca di moduli e mezzi espressivi; una ricerca che non avviene senza sforzo e senza amore, senza ansia ed insistenza. Essa è un "tentare - come teorizza il Pareyson - un procedere per proposte ed abbozzi, pazienti interrogazioni della materia " (2).
Così il pittore, il musicista, il poeta, che sembrano personificare la sovrana libertà dell'espressione, in realtà si preparano con fatica all'istante che ne riassume e corona gli sforzi: la rapida pennellata di un Tiziano è al sevizio di vaste composizioni che richiedevano mesi di lavoro; un semplice tema di Bach vien lavorato in cento guise diverse; una lirica del Leopardi, che sembra limpido cristallo, ha alle sue spalle pagine e pagine di abbozzi.
1- ( Ne " Il Verri", 1981, n. 22-23, p. 61)
2- ( In U. Eco, )