La rivista americana "Science" ha pubblicato uno studio fatto dal dipartimento di zoologia dell'università inglese di Cambridge sulla conoscenza della flora e della fauna da parte dei bambini del Cambridgeshire. I risultati sono stati sconcertanti; per gli alunni delle due scuole che hanno partecipato alla ricerca gli animali più conosciuti sono i Pokemon (gli strani personaggi dei cartoni animati giapponesi), molto di più che gli animali veri e le piante delle campagne inglesi.
Erano più di cento i bambini sottoposti al test, dai quattro agli undici anni. Quasi tutti hanno nominato senza esitare i dieci personaggi dei Pokemon sottoposti alla loro attenzione, pochi e con difficoltà hanno riconosciuto mammiferi come i topi o insetti come gli scarafaggi, quasi nessuno ha saputo dare un nome a piante comunissime nella campagna inglese come salici e abeti.
I ricercatori danno la colpa in primo luogo alla scuola primaria dove, a differenza di un passato nemmeno troppo lontano, scarse informazioni vengono date sulla flora e sulla fauna e poi ai genitori che non si preoccupano del problema, sempre che sappiano riconoscere le piante.
Le prospettive non sono però negative. Se nella scuola ci si impegna a far conoscere animali e piante ai bambini più piccoli si può sperare che certe conoscenze, almeno al cinquanta per cento, permangano anche dopo la crescita. Il difficile è trovare sistemi accattivanti come la visione di un'avventura dei Pokemon. Con quattrocento milioni di dollari di proventi (senza contare i diciassette miliardi di dollari di royalties su giocattoli e gadget) i Pokemon rappresentano un fenomeno difficilmente contrastabile con erbari o schede fotografiche.