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la memoria oltre la memoria
di Luigi Dicuonzo

Il destino delle parole è strettamente legato al mutamento, al cambiamento, all'evolversi dei singoli e delle società.

Operazione difficile è il tentativo di isolarle e analizzarle nella loro pregnanza emotiva legata ad una singola esperienza.

Teorie, nozioni, concetti e forme di pensiero "tecniche", appannaggio sino a ieri di specialisti, di tecnici e di esperti, veicolano oggi, nel linguaggio e nella cultura quotidiana, parole che, un tempo, erano patrimonio riservato di gruppi, arroccati nella difesa della propria immagine.

Tal è la sorte della parola MEMORIA., termine chiave del lessico sacro - liturgico di talune religioni e del gergo poetico - creativo di molti intellettuali.

Liberatasi dai lacci del linguaggio religioso, la Memoria, ha scoperto, in tempi recenti, la sua capacità di valorizzare profondi vissuti emotivi e razionali.

Svincolata anche dalla sua pur valida accezione di sinonimo di ricordo, ricordanza, rimembranza, reminiscenza, si è consegnata al comune linguaggio della cultura della pace, ricoprendo un ruolo didattico pedagogico di sicura efficacia sociale.

Alla Memoria è affidato il compito di salvaguardare l'obiettività, nelle aggrovigliate ricostruzioni storiche, soprattutto del recente passato.

In virtù di questa sua funzione, la Memoria, ha recuperato un buon tratto di autonomia tanto che è difficile inciampare ancora in operazioni culturali finalizzate a divulgare una sua identificazione con la Storia.

Storia e Memoria non sono la stessa cosa. La prima, concorre a sistematizzare le esperienze umane archiviandole in quel patrimonio che chiamiamo Civiltà. La seconda è dinamicamente impegnata ad esperire i vari itinerari di ricerca che contribuiscono all'elaborazione della Cultura degli individui e dei popoli.

Alla vitalità della Memoria sono indispensabili gli uomini, le persone, con tutti i loro pregi, le loro virtù, i loro vissuti psicologici contrastanti; gli uomini e le persone che sono in grado di declinarsi senza remore, senza censure, senza limiti di perbenismo, di opportunità o di convenienza e, tanto meno, senza quegli esecrabili equilibri tattici, politici ed economici, che spesso assicurano lunga vita alle organizzazioni statuali e finiscono per avallare fatti, avvenimenti e circostanze indispensabili alla costruzione dell'ufficialità della Storia.

In nome e per conto di siffatti equilibri, a volte, taluni individui, autorefenziandosi a tutori e garanti del giusto fluire del corso della Storia, tentano se non di uccidere la Memoria, almeno di tacitarla, di imbavagliarla anche orchestrando amplificazioni interessate di quelle scelte di coscienza, delicate e sofferte, che, talvolta, minano la serenità e l'equilibrio di quanti sono costretti ad attuarle.

Molta retorica su fatti storici è stata artatamente pilotata per attutire la forza dirompente della Memoria.

Spesso, la progettata operazione di distrazione, ai danni della Memoria, ha fatto affidamento sull'oblio quando sembrava inutile e non più percorribile la strada della persuasione occulta, individuale e di massa, finalizzata a diffondere sentimenti di colpevolezza personale e/o di intere comunità accanto a quello, più eclatante, di tradimento e/o di scarso e mancato onore nel rispetto della realizzazione di progetti comuni, di alleanze e di patti d'acciaio solennemente enunciati e calibratamente propagandati per poterli attuare.

Nel corso del caos che contribuisce a spazzar via gli equilibri diplomatici tra Stati, Nazioni Popoli e alla narrazione della loro Storia, la Memoria che, per sua essenza, sempre, garantisce certezze conoscitive e sicurezze emotive, corre il rischio di appannare la sua incisività perdendosi nell'accettazione della pluralità delle letture individuali e collettive di quegli stessi eventi e avvenimenti che spettano a lei tramandare.

Per fortuna ci sono i luoghi, i siti che aiutano la Memoria a difendersi dagli attacchi insensati di mestatori sociali a vario titolo e ad esorcizzare la funzione devastatrice dell'oblio. Sono i luoghi della Memoria a infondere coraggio e a dare la parola sia ai Testimoni, affetti da lunga afasia sia a molti ricercatori ispirati dal senso della giustizia e della verità.

Più che un astratto senso di solidarietà, la Memoria, pretende l'attivazione di una vera e propria compromissione che valga ad assicurare la completa non ripetitività di quanto è accaduto e a garantire la più ampia convergenza di impegni personali e collettivi per costruire un mondo di pace.

E', per tanto, obbligo ben preciso di tutti battersi per una Memoria globale, una Memoria di tutto e di tutti, senza ostinatamente pretendere una Memoria, necessariamente, condivisa, esorcizzante, desiderosa di assolvere precise responsabilità che tocca alla Storia, e solo alla Storia, sistematizzare in quel casellario del tempo che chiamiamo Civiltà.

Luigi Di Cuonzo e'responsabile dell'Archivio della Resistenza e della Memoria di Barletta

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