Nell'ambito del settantesimo anniversario della morte di Gabriele D'Annunzio è aperta fino al 9 marzo a Spoleto, nel complesso di San Carlo Borrromeo, una mostra di cimeli dannunziani di proprietà di Giovanni Martoglio. Si tratta di edizioni rare, saggi, fotografie, disegni, autografi del poeta, giornali e riviste con articoli di e su D'Annunzio.
All'interno della mostra è disponibile una pubblicazione sulle nove "Città del silenzio" umbre (sulle ventisei che compongono l'omonima sezione di "Elettra", secondo libro delle "Laudi del Cielo del Mare della Terra e degli Eroi").
L'ingresso alla mostra, patrocinata dall'Assessorato alla Cultura delle Regione dell'Umbria e dal Comune di Spoleto, è libero, con possibilità di prenotare visite guidate e lezioni per le scuole. Il 9 marzo, a chiusura della mostra, dalle 21 alle 23, avrà luogo "Io ho quel che ho donato", una lettura delle poesie da parte di Fausto Manasse, con sottofondo di musiche d'epoca eseguite da Matteo ed Alessio Costanzi all'oboe e fagotto, degustazione di vini abruzzesi e del liquore Aurum, il cui nome fu scelto a suo tempo dal Vate in persona.
Per informazioni: gmartoglio@alice.it
Qui di seguito pubblichiamo i versi dedicati da D'Annunzio a Spoleto.
Spoleto, non la Rocca che ti guarda
ghibellina dal Guelfo tuo nemico,
né la grandezza di Teodorico
che pensosa nel vespro vi s'attarda,
non la Borgia onde par che tu riarda
subitamente del trionfo antico,
né dal vasto acquedotto all'erto vico
segno romano ed orma longobarda
cerco, ma ne' silenzii dell'Assunta
l'arca di Fra Filippo che dai marmi
pallidi esala spiriti d'amore
mentre nel muro pio la sua defunta
Vergine, sciolta dalla morte, parmi
piegar sul petto dell'Annunciatore.