Secondo alcuni calcoli, nei pressi delle coste americane giacciono affondati circa 250 galeoni spagnoli, molti dei quali carchi di oro e argento proveniente dalle miniere del Nuovo Mondo.
Nel 1985 kim Fisher, noto cercatore di tesori sommersi, vinse una causa contro lo Stato della Florida che reclamava il bottino trovato a bordo della nave "Nuestra Señora de Atocha", ma in seguito la linea adottata dai giudici è stata quella di assegnare il carico riemerso allo Stato al quale apparteneva la nave ritrovata, la Spagna.
Fu così nel caso dei galeoni "Juno" e "La Galga" e così è stato in questi giorni per il "Notre Dame de Deliverance", un galeone salpato dal porto de L'Avana il 31 ottobre 1755 e naufragato il giorno seguente lungo la costa della Florida a seguito di un violento uragano. Aveva a bordo 512 persone tra equipaggio, soldati e passeggeri spagnoli e francesi. Si narra che quattrocento di loro riuscirono a raggiungere la riva, ma furono divorati dagli indiani Calusa.
Il galeone è stato localizzato nello scorso ottobre a settanta metri di profondità, all'interno di un'oasi marina protetta, da una compagnia specializzata nella ricerca di navi affondate, la Sub Sea Research di Portland, nel Maine.
Non appena la compagnia ha preteso il blocco della colonia corallina per impedirne l'accesso ad altri cacciatori di tesori, l'ambasciata di Spagna si è fatta avanti reclamando la proprietà del carico; il giudice Paine, di Miami, ha stabilito che nulla del carico si può toccare senza il beneplacito della Spagna.
Il "Notre Dame de Deliverance" era un galeone di cinquanta metri e mezzo di lunghezza, di proprietà della Compagnia Francese delle Indie Occidentali, ma preso a nolo dal governo spagnolo.
A bordo dovrebbero esserci lingotti d'oro per un totale di 437 chili, 15.399 dobloni d'oro, 153 tabacchiere d'oro ed un milione e 172mila monete d'argento. Il valore stimato del carico dovrebbe aggirarsi sui tre miliardi di euro (più o meno 6.000 miliardi di vecchie lire).