La strategia della Casa delle Libertà è abbastanza scoperta. Mettere in discussione Berlusconi, in maniera pacata, e correre separatamente per ottenere il premierato. Fini si propone come il più accreditato (non si sa perché) per la sua politica moderata, per i suoi salti ad ostacoli che lo hanno portato a modificare con grande e sprezzante indifferenza cinquanta anni di storia del Movimento Sociale Italiano. Correre con i tempi va bene ma rinnegare le origini, diventare un democristiano di destra non va bene. Però furbescamente ha occupato o tenta di occupare un area di centro destra che potrebbe portagli voti e consensi. Perciò un cavallo che corre verso il traguardo puntando alla vittoria. Molti elettori di destra, che non possono sopportare Berlusconi, cercheranno di contrastare la sua rielezione scegliendo come candidato premier Fini. Questo porterà elettori indecisi a scegliere con forza un nuovo primo ministro, riportando voti alla Casa delle Libertà che probabilmente avrebbero trasmigrato a sinistra.
Per semplificare: Berlusconi no forse a sinistra ma se Fini vincesse perché no? Da qui voti in più per il centro destra che intelligentemente le primarie le sottopone agli elettori reali. Una corsa a tre, escludendo un premierato della Lega che non può avere un consenso distribuito in modo omogeneo sul territorio nazionale. Due concorrenti di razza che si confrontano, senza polemiche, augurandosi di vincere una difficile partita. Strategia intelligente, studiata probabilmente a tavolino da Berlusconi. Poi c'è Casini che abbandonando in modo poco istituzionale il suo ruolo super partes, si getta nell'agone politico, candidandosi come possibile premier in concorrenza con Fini e Berlusconi. Uomo saggio, figlio della democrazia cristiana, ha in sé tutte le caratteristiche del politico affidabile, rassicurante che può e vuole un dialogo con l'opposizione. In più può vantare un record di condizionamenti all'attuale governo, dimostrando indipendenza di pensiero e libertà di azione.
Se sei di centro come potresti votare Mastella che pur con le unghie e con i denti cerca di difendere il suo centrismo? Quale autorevolezza potrebbe avere in un governo dominato da Rifondazione Comunista, dai Comunisti Italiani, dagli Agnoletto e Casarini che saranno determinanti nella coalizione di centro sinistra? Come può Mastella con il suo partito rappresentare il centro di fronte a tanta sinistra? Allora, pur non votando l'odiato Berlusconi, si vota per Casini che ha ormai l'altezza politica per diventare un leader. Le somme sono facili: chi non vuole più Berlusconi può votare Fini o Casini. In questa competizione lecita e democratica chi può solo guadagnare è il Silvio nazionale. Tanti voti a Fini, tanti voti a Casini non potranno che accrescere il consenso per la Casa delle Libertà. Dall'alto dei suoi voti Berlusconi non potrà essere raggiunto dai suoi amici concorrenti. Sarà così che probabilmente la destra vincerà nuovamente,
con un raggruppamento che giustamente comprenderà anche le frange di destra che faranno da contrappeso a quelle di sinistra accolte con entusiasmo dalla coalizione di Prodi. Concludendo vi è un altro elemento che gioca a favore del centro destra: il programma. A destra ci sono idee chiare e proposte pur se sempre stroncate da una critica avvelenata della sinistra. Prodi ed i suoi alleati non hanno ancora in mente nulla se non dichiarare che si metteranno intorno ad un tavolo per studiare un programma. Perciò fino a quando la sinistra non partorirà questo topolino l'ordine è distruggere l'avversario, denigrare ogni suo operato, sbeffeggiare Berlusconi. Questo è il futuro che ci aspetta. Fortunatamente non siamo tutti fessi.