Misura appena un centimetro, è ermafrodita e, come i suoi parenti più prossimi, vive in ambienti umidi, si riproduce in primavera e si alimenta di fogliame e di vegetazione in decomposizione.
Si tratta della Orculella bulgarica, una chiocciola terrestre che si credeva estinta nel mondo dagli anni Sessanta e che invece è stata trovata in Spagna, in un canalone della Depressione di Guadix, vicino a Granada. Dall'elenco degli animali estinti, l'Orculella entrerà ora a far parte del Libro Rosso degli invertebrati minacciati d'estinzione in Andalusia.
La scoperta, pubblicata dalla rivista internazionale Journal of Conchology, è stata opera del biologo José Antonio Garrido. La specie fu descritta per la prima volta nel 1915, ma fu rinvenuta solo in forma fossile in diversi luoghi del mondo. Fu solo circa quaranta anni fa che un biologo bulgaro ne trovò esemplari vivi, ma purtroppo l'Orculella si estinse subito in Bulgaria.
Non è sicuro se l'esemplare rinvenuto in Andalusia sia esattamente uguale ai suoi parenti bulgari, perché anche tra i fossili incontrati esistono differenziazioni di grandezza, di forma e nei due sessi di cui ogni esemplare è dotato.
Il luogo esatto del ritrovamento non è stato rivelato, per impedire che naturalisti della domenica ne rovinino l'habitat. Si spera comunque di poter fare riprodurre la chiocciola in cattività, perché il pericolo di estinzione è piuttosto grave. Le coltivazioni, gli incendi, naturali o guidati, di erba secca, il prosciugamento della sorgente, sono tutti fattori di alto rischio.
La chiocciola costituisce un bioindicatore, perché la sua sopravvivenza dimostra che l'habitat non è contaminato. Secondo i biologi, non si tratterebbe dell'unico invertebrato che ha trovato in Andalusia il suo ultimo rifugio.