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ch’ebbe compagni dell’età più bella
di Teddy Martinazzi

Il vicesindaco ed ex deputato diessino di Firenze si è accorto che fermarsi al rosso ad un semaforo può essere seccante, soprattutto per le donne e gli anziani. Sembra di rivivere, su scala indubbiamente minore, i tempi in cui il PCI, dopo aver per anni incoraggiato ogni forma di protesta e spergiurato che i brigatisti erano fascisti travestiti, se non marescialli della vecchia Pubblica Sicurezza (con dietro agenti della CIA e del Mossad), decise che fosse l'ora di mettere ordine, plaudendo al cosiddetto "Teorema Calogero".

Non è fantastoria, basta andare a rileggersi le cronache dell'epoca. Come con la contestata ordinanza fiorentina, anche allora ci furono proteste, da parte dei gruppettari, dei garantisti a prescindere e di chi voleva solo apparire sui giornali.

Passano gli anni ma la musica non cambia. Gli eredi del PCI sono sempre in prima fila a protestare quando qualcun altro prende qualche decisione "becera e reazionaria", salvo dimostrarne "l'ineludibilità" quando la decisione la prendono loro. Anche stavolta le critiche non sono mancate. I gruppettari hanno messo la cravatta da Ministro e proprio uno di questi ha pontificato che il fenomeno dei lavavetri intimidatori va risolto "con la mediazione sociale". Bella frase, molto solidarista, ma che non si capisce cosa effettivamente sia.

Come un tempo certi preti, oggi affermati show-man, predicavano la rivoluzione, oggi c'è chi, magari col clergyman a doppiopetto, afferma che "Bisogna evitare di prendere provvedimenti sull'onda dell'emotività ma farli rientrare in progetti complessivi". Monsignore (responsabile per la pastorale dell'Arcidiocesi di Firenze) non ha però spiegato quali possano essere questi "progetti complessivi".

D'Alema, da canto suo, ha tuonato contro i ministri rifondaroli e comunisti italiani che vogliono sfilare nella grande manifestazione del venti di ottobre contro la legge Biagi, affermando categorico che "chi governa non fa i cortei contro il governo ma governa".

Probabilmente non si ricorda che nel precedente Governo Prodi anche lui sfilò in una manifestazione di protesta. A chi gli chiedeva se non ne avvertiva la contraddizione rispose: "Volevo stare tra la mia gente".

Verrebbe da chiedersi perché adesso faccia la voce grossa e non sfili, invece, con coloro "ch'ebbe compagni nell'età più bella".

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