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editoriale
prezzemolo avvelenato
di G. V. R. M.

Domenica 22 settembre è stato annullato da parte marocchina un incontro con il ministro degli esteri della Spagna in quanto, secondo Rabat, un elicottero militare spagnolo era atterrato sull'isolotto di Perejil (Prezzemolo). L'estate scorsa la stampa di tutto il mondo si era interessata a questo isolotto disabitato, assente anche dalle più dettagliate cartine geografiche, in occasione della crisi innescata dallo sbarco di alcuni gendarmi marocchini e dall'immediato controsbarco di truppe scelte spagnole. Di questa nuova crisi quasi nessuno ne ha parlato all'infuori delle due nazioni interessate, vuoi per i venti di guerra sull'Irak, vuoi perché un fatto o si amplifica (guerra tra Spagna e Marocco) o è destinato a non fare più notizia.

Il contenzioso tra le due nazioni è in realtà molto più ampio di uno scoglio sconosciuto fino all'altro ieri; Perejil per lo spagnolo medio era solo il nome di un'erba da cucina, per i più anziani (come ha ricordato maliziosamente Francisco Umbral su El Mundo) il vello del pube femminile. Il contenzioso racchiude quattro problemi principali, l'immigrazione, il Sahara, la diplomazia e le due enclave spagnole di Ceuta e Melilla. Secondo gli spagnoli il governo marocchino non fa abbastanza per impedire gli sbarchi in Andalusia o nelle Canarie dei disperati in cerca di una sistemazione in Europa. Per quanto riguarda il Sahara, Madrid ha sempre difeso l'idea che nei territori dell'ex Rio de Oro vada celebrato un referendum per l'autodeterminazione del popolo saharaui, mentre Rabat propone il riconoscimento definitivo del territorio quale provincia autonoma marocchina. Le relazioni diplomatiche sono gelide da quando quasi un anno fa il Marocco ha richiamato "per consultazioni" il proprio ambasciatore a Madrid e la stessa decisione è stata presa dalla Spagna nel luglio scorso, in piena crisi. Proprio alla fine di settembre i due ministri degli esteri, Ana Palacio e Mohamed Benaisa dovevano incontrarsi, ma la storia dell'elicottero ha bloccato tutto (ma gli spagnoli assicurano che non è mai atterrato, ha solo sorvolato un'imbarcazione marocchina che si era avvicinata troppo). Ceuta e Melilla rappresentano la parte più spinosa del contenzioso: per Madrid sono città spagnole a tutti gli effetti e, pur essendo sulla costa opposta, sono parte integrante del territorio nazionale; per Rabat si tratta di un anacronismo coloniale, più o meno come, dall'altra parte dello stretto, milioni di persone considerano un'ingiustizia che le unità della Royal Navy attracchino da padrone a Gibilterra.

È difficile stabilire a chi appartenga veramente quello scoglio di importanza esclusivamente strategica.Dal 1415 al 1591 Perejil (insieme a Ceuta) appartenne al Portogallo, fino all'unione della corona portoghese con quella spagnola. Nel 1668, quando ormai il Portogallo aveva riacquistato l'indipendenza, un trattato sancì il passaggio di Ceuta (con Perejil) alla Spagna. I problemi con il Marocco ebbero inizio nel 1887, quando la Spagna iniziò a costruire (senza terminarlo) un faro sullo scoglio. Dal 1912 al 1956 il Marocco settentrionale fu protettorato spagnolo, ma l'indipendenza non stabilì a chi appartenesse Perejil. L'ultima guarnigione spagnola abbandonò l'isolotto a metà degli anni sessanta; secondo Madrid esiste un accordo in base al quale nessuna delle due nazioni possa occuparlo militarmente (quello che l'11 luglio scorso i marocchini hanno tentato di fare), secondo Rabat si tratta di proprio territorio nazionale. La questione non sembra destinata a finire presto.

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