Un libro fotografico che taglia e mette a nudo l’essenza di questi giorni di ciak: “fermo-buio”, travolgente nella narrazione della tristezza del “non-vivere” e che con il taglio delle immagini nei colori e nelle esposizioni quasi di sopravvissuti ti ferisce ogni ricordo dei giorni sospesi-vissuti-rivissuti, ripercorre i sotterranei dell’animo devastandoli.
L’autore Andrea inizialmente per un attimo indugia nella tenerezza di rispecchiarsi negli occhi della donna che ama che poi nelle sequenze diviene il suo alter-ego narrante e la pone quasi emblematicamente nel dilemma di un necessario cambio di direzione nell’arrugginito cambio ferroviario.
Struggente documentazione-simbolica di incredibili tre mesi ma bellissima e cruda nel descrivere e lasciare traccia delle sensazioni provate di giorni e di tempo sottratto al vivere ed il narrare fotografico ha varie risonanze da scoprire come l'abbandono alla metamorfosi quasi Dafneica nel riflesso.
(Gennaro Spera)
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articolo pubblicato il: 30/05/2020