da ITALIA OGGI
Mancavano pochi mesi al crollo
del regime fascista, la borghesia
piemontese (fascista),
mentre si contorceva nella metafora
eroico-catastrofista, ebbe
la genialità di mandare i figli
maschi nelle Langhe, travestendoli
da partigiani (maglioni,
pantaloni di velluto, stivaletti
scamosciati; trovarono operai
e contadini che combattevano,
e morivano, per la libertà; loro,
nelle retrovie, grazie a quei
mesi sabbatici, per 60 anni
ci camperanno, costruendosi
un'immagine epica, che narreranno
in libri e interviste). Nel
frattempo, a Torino, mia nonna,
portinaia, si accorse che il
lavoro era aumentato improvvisamente.
Allora, la portinaia
aveva anche la responsabilità
della raccolta rifiuti (era già
differenziata, porta a porta,
altro che de Magistris). Usando
la terminologia di oggi, l'"umido"
arrivava in un bidone nel
cortile, attraverso una colonna
di scarico posta su ogni balcone.
Il "secco" lo raccoglieva lei,
ogni giorno, direttamente nei
singoli alloggi; all'alba consegnava
l'"umido" a un mezzo del
comune, il "secco" lo tratteneva
per i feramiù (ogni tanto una
mancia). La nonna si accorse
che il "secco" degli inquilini del
civico 9 stava aumentando: tutti
si liberavano di libri, riviste,
documenti, foto di Mussolini,
trofei, scarti del regime. Io
l'aiutavo. Trattenni un quadro
con un diploma, una serie di
distintivi per giacche, di latta,
di ottone smaltato, col simbolo
Fascio e PNF in rilievo. Seppi
poi che i distintivi più pregiati
erano quelli ovoidali (anni
'20), sostituiti dai quadrangolari
(anni '30), in casa li chiamavamo,
spregiativamente,
"cimici" (il Conte, padrone del
palazzo, bersaglio dei nostri
omaggi-sfottò, si vantava di
non portarlo sul risvolto della
giacca, ma tenerlo in tasca, autorizzato
dal Podestà).
Purtroppo, le "cimici fasciste"
(oggi preziose) le cedetti a un
caporale americano, in cambio,
mi diede delle Am-lire (banconote
degli occupanti americani,
nda): comprai album di Flash
Gordon. Il quadro conteneva
un diploma di frequenza a un
corso dell'Istituto di Mistica
Fascista (papà, irridente, diceva
Mastica Fascista). Con la
prossima uscita dal campo, e
rientro in tribuna, di Berlusconi,
chissà quanti trofei forzaitalioti
finiranno nel "secco".
Tranquilli, espugnati i fortini,
arriveranno nuove "cimici"
(dal doppio uso), una nuova
"mistica" (pardon, "mastica"),
ogni sera dovremo sorbirci una
"narrazione". Una preghiera:
parlate quanto volete, sfilate
dove volete, diteci cosa dobbiamo
fare, ma le Langhe no,
lasciatele ai vignaioli, e a noi,
partigiani (veri) del Nebbiolo.
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articolo pubblicato il: 25/06/2014 ultima modifica: 07/07/2014