Sicuramente i più giovani non ricordano Padre Mariano. Un cappuccino dolcissimo che settimanalmente rispondeva in TV alle lettere dei telespettatori. PACE E BENE A TUTTI! Con questo augurio iniziava e terminava il suo appuntamento televisivo. Una persona straordinaria, pronto ad affrontare con amore tutti i problemi della gente con semplicità ed estrema sintesi. Lo ricordo seduto su di una panchina di villa Borghese intento a leggere il suo breviario: un immagine indimenticabile che non mi ha mai lasciato. Ma chi era padre Mariano? La storia di questo uomo è veramente straordinaria:
"Mariano è il nome che il prof. Paolo Roasenda scelse quando divenne frate cappuccino a 34 anni nel convento di Fiuggi (Frosinone). Cambiò il nome di battesimo, secondo l'uso dei cappuccini, e scelse questo nuovo - Mariano - "per onorare- scrisse poi - Colei cui tanto devo. Penso con gioia che ogni volta che fanno il mio povero nome, risuona qualcosa di Lei".
A 24 anni, giovane professore di lettere classiche al liceo di Pinerolo, scriveva alla zia queste parole, mai poi smentite dalla sua vita futura: "Che cosa sarò? Io non so niente oggi: questo però il Signore vede: che io intendo dedicare tutta la mia vita (come vorrà Lui e dove vorrà Lui) per il bene delle anime. Credo che non ci sia da esitare: è la vita più bella, più consolante, più nobile e attuabile in qualsiasi stato". (Lettera del 13.1.1930 alla zia Costanza).
Sul finire del 1940, abbandonò l'insegnamento ed entrò tra i cappuccini. Il prof. Paolo Roasenda cambiò il nome in Mariano da Torino, si laureò in teologia e fu ordinato sacerdote. Fu cappellano negli ospedali romani di Santa Maria della Pietà, Santo Spirito in Sassia e nel carcere di Regina Coeli. Gli anni del Concilio ecumenico vaticano secondo lo hanno visto vigile ed attento propagatore attraverso lo schermo televisivo; è stato un pioniere nell'uso dei mezzi di comunicazione sociale ed ha vissuto in prima persona le problematiche più significative degli anni della ricostruzione, del benessere economico, della contestazione studentesca e della legislazione sociale, senza mai diventare un "divo", con umiltà e semplicità.
Fu scelto dai dirigenti TV tra una trentina di candidati a tenere una rubrica religiosa, che iniziò nel gennaio 1955, che iniziava sempre e concludeva col saluto Pace e bene a tutti! Il gradimento del pubblico fu tale che la presenza del cappuccino in Tv divenne sempre più frequente e significativa fino al giorno della sua morte nel 1972.
Nel 1969, rispondendo ad una domanda sul Radiocorriere TV (n.39, p.4) espose le sue convinzioni sul modo di predicare: "farsi sentire dall'orecchio, dalla mente, dal cuore". Fare in modo che le parole si possano udire distintamente (l'orecchio); poi farsi capire: "la prima carità da usarsi è mettersi nei panni degli ascoltatori e rendere facile ciò che per sua natura è difficile a comprendersi" (la mente); quindi sentire col cuore, che significa che colui che parla deve praticare prima personalmente quello che dice o raccomanda agli altri. E, come consiglio, aggiungeva: "siate brevi!" Queste, infatti sono state le quattro cose che hanno reso popolare, gradito e convincente P. Mariano, dovunque e con chiunque parlasse, anche dalla TV.
Visse i suoi giorni di fede operosa nel convento romano dell'Immacolata Concezione in via Vittorio Veneto 27, dove sono stati trasportati i suoi resti mortali che sono divenuti punto di riferimento di fede per tantissime persone. Sulla sua tomba ci si raccoglie in preghiera tutti i martedì, giorno in cui andavano in onda le sue trasmissioni, per ringraziare e chiedere la protezione del "cappuccino del video".
Padre Mariano, nato a Torino il 25/05/1906 e morto a Roma il 27/03/1972, è stato professore di greco e latino nei licei statali di Tolmino (GO), Pinerolo (TO), Alatri (FR) e Roma, presidente della Gioventù Romana di Azione Cattolica. Lasciato l'insegnamento, entrò nell'Ordine dei frati cappuccini nel 1940.Dal 1955 al 1972 curò le rubriche televisive "La Posta di Padre Mariano", Chi è Gesù", "In Famiglia" esercitò una vasta attività di conferenziere in Italia e all'estero. Il 24/05/1986 il Card. Vicario di Roma emanava l'Editto per la "Causa di Canonizzazione di Padre Mariano da Torino (al sec. Paolo Roasenda), Cappuccino". L'11 maggio 1991 si è conclusa la fase diocesana della "Causa" e il 22/01/1993 la Congregazione per le cause dei Santi ne ha confermato la validità giuridica. Il 29 giugno 1996 è stata stampata la "Positio super virtutibus", che costituisce una fase decisiva nella Causa di Canonizzazione del "Frate della TV".