L'artista argentina Judi Werthein ha trasformato degli scarponi da montagna nello strumento ideale per i messicani che intendono attraversare illegalmente la frontiera con gli Stati Uniti.
Gli scarponi, chiamati "Brinco", sono dotati di una bussola, di una torcia, di una mappa della frontiera sulla suola e di una tasca per soldi e medicinali sulla linguetta. Neanche l'aspetto sentimentale è trascurato: i colori sono quelli della bandiera messicana e vi è una raffigurazione di San Toribio, patrono degli immigranti.
L'iniziativa è nata nell'abito di un ambizioso progetto artistico sponsorizzato da inSite, un'associazione statunitense che produce progetti relazionati alla frontiera fra Messico e Stati Uniti. InSite ha invitato circa trenta artisti a rappresentare con un oggetto le realtà contrapposte ai due lati della frontiera.
Dopo aver visitato la zona più volte, Werthein ha deciso di rappresentare questa dualità con degli scarponi da montagna, un articolo che negli Stati Uniti è considerato un lusso e che invece viene regalato in Messico agli emigranti clandestini.
In un'intervista, l'artista, che vive a New York dal 1997, ha spiegato che le scarpe rappresentano due realtà parallele: da un lato quella degli immigrati illegali, che le vedono come un oggetto utile e necessario, dall'altro quella degli Stati Uniti, dove sono invece un articolo di lusso, riflesso della società consumista.
Se nel lato messicano della frontiera gli scarponi vengono regalati, in quello statunitense si vendono a 215 dollari in due soli negozi, uno di scarpe sportive a San Diego, l'altro specializzato in edizioni limitate fatte da artisti a New York. Un lusso che nell'altro lato è necessità.