Ai Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori, a Roma, una mostra organizzata da Zètema Progetto Cultura in collaborazione con il Ministero della Cultura della Repubblica Ellenica in occasione della Visita di Stato a Roma del Presidente Ellenico Karolos Papoulia, che propone per la prima volta in Italia alcuni capolavori di scultura e ceramica provenienti dal Museo d'Arte Cicladica N.P. Goulandris e dal Museo Archeologica Nazionale di Atene.
La civiltà Cicladica Antica è una delle più antiche culture d'Europa e si sviluppò nelle isole Cicladi, nell'Egeo Centrale, durante l'Età del Bronzo Antico (III millennio a.C.) e la scultura in marmo ne costituisce la creazione più caratteristica: gli idoli in marmo, che esprimono appunto l'arte e la vocazione antropocentrica della cultura del Cicladico Antico.
Le tipologie di idoletti del Cicladico Antico sono classificate per periodo, in base alla loro forma, ed ogni tipo ha preso il nome dai siti in cui sono stati rinvenuti: il periodo Cicladico Antico I comprende gli idoletti schematici, i più rappresentativi dei quali sono quelli 'a violino', di solito di piccole dimensioni, e gli idoletti naturalistici del tipo 'Plastiras', che rappresentano il primo tentativo di rendere in maniera naturalistica la figura umana, la cui caratteristica distintiva è il collo insolitamente lungo.
Nella fase di passaggio dal I al II Cicladico Antico ritroviamo vari tipi di idoletti che riflettono le ricerche formali dell'epoca: il tipo più importante è il 'Louros', dal nome della località ove furono ritrovati, caratterizzati per la resa astratta della figura umana e per l'assenza di dettaglio dei volti.
Fra gli idoletti del Clcladico Antico II il tipo 'canonical' costituisce la classe più numerosa, con altezze variabili da 40 a 150 cm., personaggi nudi, molto spesso femminili, con la testa reclinata all'indietro, che danno l'impressione di poggiare sulla punta dei piedi, con dettagli anatomici e decorativi resi anche attraverso vari colori.
Quindi alcune varianti, come quella di 'Kapsala', di 'Spedos', di 'Dokathismata', di 'Chalandriani' e di 'Koumasa', che traggono i loro nomi dalle omonime necropoli. Ed ancora idoletti 'post-canonical', figure solitamente sgraziate e degenerate rispetto agli idoletti del tipo 'canonical', cui appartiene anche un piccolo gruppo di figure maschili armate da cacciatori o da guerrieri, mentre la produzione di idoletti durante il periodo Cicladico II è' rappresentata da idoletti schematici del tipo 'Phylakopì I o Haghia Irini', che costituiscono ulteriori evoluzioni di quelli delle fasi precedenti.
Ma non solo idoletti, anche vasi in marmo la cui forma tipica è il craterisco, ciotole in marmo, coppe, pissidi, vasi, ariballoidi, padelle (vasi il cui uso è ignoto), brocchette, e pinzette e pugnali in bronzo.
Ai Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori, sino al 26 febbraio 2006, Sala degli Orazi e Curiazi, con orario tutti i giorni, lunedì escluso, 9,00-20,00. Costo del biglietto Euro 8,00, ridotto Euro 6,00.