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Rafael Sabatini
di Carla Santini

Chi ha avuto modo di appassionarsi alle avventure di Scaramouche o a quelle di Capitan Blood o magari ha letto uno solo dei 52 romanzi di Rafael Sabatini avra' pensato che l'autore avesse un cognome italiano come altre decine di milioni di persone che nel mondo possiedono cognomi italiani pur non avendo legami con il nostro Paese se non per uno sconosciuto bisnonno.

Le cose non stanno affatto cosi'.

L'inventore dei personaggi che hanno fatto sognare generazioni di lettori era veramente italiano, anche se scriveva in inglese ( ma da ragazzo, in Svizzera, aveva cominciato a scrivere in francese e conosceva perfettamente cinque lingue).

Rafael Sabatini vede la luce il 29 aprile 1875 a Jesi, cittadina marchigiana che secoli prima aveva visto nascere, in una tenda piantata in una piazza, colui che sarebbe rimasto nella storia come il geniale imperatore Federico II di Svevia.

Il padre Vincenzo e la madre Anne Trafford ( i maligni dicevano che non fossero regolarmente sposati) erano cantanti lirici che avevano deciso di stabilirsi a Jesi ( forse la citta' d'origine di lui) per dare lezioni di canto, ma in realta' ci rimasero poco perche' in seguito si trasferirono in Portogallo e poi a Milano. Rafael vive la sua infanzia in un ambito cosmopolita, abitando per lunghi periodi con i nonni materni nelle vicinanze di Liverpool e in un collegio svizzero.

A diciassette anni i suoi lo inviano a Liverpool perche' si dedichi agli affari ed al commercio (i suoi biografi non lo dicono, ma evidentemente il giovane non dimostrava alcuna attitudine per il bel canto). Ben presto si accorge di non essere tagliato per gli affari e decide di voler vivere solo con l'attivita' di romanziere e di traduttore.

Il suo primo romanzo viene pubblicato nel 1902, tre anni prima del matrimonio con Ruth Dixon, ma dovra' aspettare il 1921, con Scaramouche, e il 1922, con Capitan Blood, per raggiungere il successo planetario. Subito dopo vengono rilanciati, con grandi tirature, tutti i romanzi scritti negli anni precedenti, come d'altronde ottime vendite registreranno i libri pubblicati in seguito in media l'uno all'anno.

La sua vita, purtroppo, non si dimostra felice al pari della sua attivita' letteraria. Il 1 aprile del 1927 il suo unico figlio Rafael Angelo, detto Binkie, perisce in un incidente stradale e la tragedia ha immediate ripercussioni sul gia' traballante matrimonio con Ruth. La coppia si separera' quasi immediatamente.

Un'altra tragedia lo colpira' non molti anni dopo. Allo scoppio della II Guerra Mondiale, il pilota della RAF Lancelot Steele facendo evoluzioni nel cielo soprastante Clock Mill perde il controllo dell'aereo schiantandosi a terra davanti agli occhi di Rafael e della seconda moglie Christine. Pochi anni prima lo scrittore aveva sposato la sua ex-cognata, ex- moglie del fratello di Ruth, nonche' madre dello sfortunato pilota.

Le tragedie familiari ed un cancro allo stomaco minano la sua fibra, ma nonostante le precarie condizioni di salute, decide di continuare ogni inverno a soggiornare in Svizzera.

Il 13 febbraio 1950 Rafael muore e viene sepolto nella localita' di Adelbonen. Christine scolpisce personalmente la statua posta sulla tomba e fa incidere sul marmo l'incipit di Scaramouche.

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