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religione
i requisiti per essere padrino di Battesimo
di Guillermo Juan Morado

Alcune disposizioni dell'Arcivescovato di Santiago de Compostela, riprese nel Bollettino Ufficiale dell'Arcivescovato del mese di gennaio sui requisiti richiesti per fare il padrino di Battesimo hanno scatenato una mezza tempesta mediatica. Alcuni giornali hanno fatto inchieste tra i lettori, con la possibilità per ciascuno di votare a favore o contro queste norme o esporre i motivi di accordo o di disaccordo.

Sorprende, invero, che qualcosa che è vigente da tempo divenga, non si sa perché, una "notizia". Se si apre il Codice di Diritto canonico si trova un canone, il numero 874, nel quale sono specificati i requisiti per fare da padrino. Affinché uno sia ammesso a farlo è necessario che abbia i seguenti requisiti:

   1) Che sia stato scelto dal battezzando o dai suoi genitori o tutori o, in mancanza di ciò, dal parroco o dal ministro del Battesimo; che abbia le capacità per questa missione e l'intenzione di svolgerla.

   2) Che abbia compiuto sedici anni, a meno che il Vescovo non stabilisca un'ètà differente, o che il parroco o il ministro, per giusta causa, non considerino ammissibile un'eccezione.

   3) Si esige che il padrino "sia cattolico, cresimato, abbia ricevuto il Santissimo Sacramento dell'Eucaristia e conduca, allo stesso tempo, una vita congruente con la fede e con la missione che va ad assumere (canone 874, 1, 3).

   4) Il padrino non deve essere colpito da una pena canonica legittimamente imposta o dichiarata.

   5) Non può essere padrino il padre o la madre di chi deve essere battezzato.

La missione del padrino consiste, secondo il Codice di Diritto canonico, "nell'assistere nella sua iniziazione cristiana l'adulto che viene battezzato e, insieme ai genitori, presentare il bambino che riceve il battesimo e fare in modo che in seguito conduca una vita cristiana congruente con il battesimo e compia fedelmente le obbligazioni inerenti il medesimo" (canone 872).

Se il padrino deve aiutare il battezzato a che conduca una vita cristiana coerente con il sacramento ricevuto, appare logico esigere che il padrino, nella sua propria vita, sia al contempo coerente con la fede che professa. Naturalmente non si può giudicare l'intimo delle persone, ma è anche vero che la fede si manifesta in opere. Se una persona non pratica la fede cristiana; se non va mai, o quasi mai, alla Messa della domenica; se vive in coppia senza aver contratto il sacramento del matrimonio: o se si dedica ad attività contrarie a quelle che ci si aspetta, a buon diritto, da un cristiano, risulta abbastanza sensato pensare che questa persona - che può essere eccellente, per altri lati - non risulta essere la persona adeguata per esercitare la missione di padrino.

Viviamo in una società secolarizzata, in cui si ha il paradosso che, in qualche occasione, si va in Chiesa a chiedere il sacramento del Battesimo senza essere disposti ad accettare i requisiti minimi che la Chiesa esige per amministrare i sacramenti e per esercitare una funzione così importante come quella di padrino.

Solo così, in questo ambiente confusionario, si comprende, in parte, la perplessità che hanno suscitato in alcune persone ed in mezzi di comunicazione le disposizioni dell'Arcivescovato di Santiago.

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