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cultura
umanesimo integrale
di Carla Santini

Nel 1906 Jacques Maritain, ispirato dallo scrittore Léon Bloy, si convertì al cattolicesimo e nel 1936 pubblico' quella che e' considerata la sua opera più famosa, "Umanesimo integrale".

La coincidenza temporale suggerisce alcune riflessioni sul pensiero del filosofo francese che ancora oggi possono essere considerate valide e attuali.

Nell'opera indicata, Maritain elabora un vero e proprio progetto politico che, pur partendo da una coscienza cristiana, affronta i problemi sociali, temporali e politici da un punto di vista totalmente umano. La sua posizione non risulta mai confessionale ma etica, non religiosa ma valoriale.

In "Umanesimo integrale" prevede un cammino che si sviluppa secondo tre livelli ben definiti. Il primo, o comunitario, ha nel bene collettivo l'esigenza espressa dalla natura umana; il secondo, o personalista, rappresenta la perenne ricerca di liberta' e di perfezione ispirata ad un modello tale per cui la persona possa sviluppare pienamente la vita sul piano materiale, morale e intellettuale; il terzo e ultimo, o pluralista, prevede una societa' aperta ed opposta ad ogni forma di totalitarismo, in cui convivano in una unita' organica nella diversita' gruppi e strutture sociali diverse.

Il forte contenuto etico di questa opera in difesa della liberta' individuale e' cio' che giustifica la sua applicabilita' a comunita' e a corpi sociali differenti e diversi.

Tutto questo significa allargare a tutti gli uomini il tratto significativo di "uomo politico" sia quando esercita una funzione amministrativa o di governo, sia come semplice cittadino, in entrambi i casi impegnato a risolvere problemi pratici di vita quotidiana.

La politica e' un dovere civico, l'arte delle arti, come sosteneva Aristotele.

La filosofia dell'umanesimo integrale di Maritain, pur fortemente cristiana, si pone come base per la costruzione di una societa' laica e storicamente concreta, in cui si possano sviluppare le condizioni che innalzano la collettivita' a un grado di vita materiale, intellettuale e morale volta al bene e alla pace di tutti.

La citta' temporale terrena puo' e deve essere estesa a tutte le differenti regioni del mondo, non in maniera univoca ma analoga.

L'esercizio della politica, come corollario, non puo' essere il fine, ma uno strumento di trasformazione soprattutto in quelle societa' in cui il cammino della democrazia e' ancora lento o in cui le radici non sono fortemente impiantate.

La cittadinanza e' sinonimo di partecipazione, di diritto e di dovere condivisi e uguali per tutti.

Pericle, a proposito della guerra del Peloponneso, pronuncio' una celebre orazione. Affermo' non solo che il pensiero e il discorso non dovessero pregiudicare l'azione, anzi giudico' pregiudiziale il rifiuto di alcuni di partecipare alla discussione sulla situazione dello stato. Lancio' anatemi contro chi non fosse consapevole dell'obbligo civico connesso all'essere cittadino. La repubblica e la societa' si nutrono, oggi come ai tempi di Pericle, della partecipazione di tutti.

La testimonianza di Jacques Maritain e' ancora oggi valida almeno per coloro che sentono la necessita' di guardare in alto, oltre le posizioni demagogiche e partitarie, oltre le divergenze ideologiche, perche' possano considerare l'attivita' politica come paradigma, ispirazione e pratica per andare lontano e raggiungere quegli obiettivi che per molti sembrano apparentemente impossibili da realizzare.

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