Secondo alcuni ricercatori dell'università australiana Newcastle le industrie farmaceutiche inventerebbero nuove malattie per vendere nuove medicine. L'affermazione è apparsa sulla rivista Public Library of Science Medicine.
David Henru e Ray Moynihan hanno criticato gli sforzi fatti da alcune industrie per dichiarare la menopausa malattia, quando in realtà si tratta solo di un periodo della vita, e per convincere molte donne americane di soffrire di disfunzioni sessuali.
Vengono presentati come infermità semplici fattori di rischio come l'alto tasso di colesterolo o l'osteoporosi, così come si esagerano condizioni rare come la sindrome della gamba inquieta o la sindrome dell'intestino irritato, che di norma è un problema abbastanza lieve.
Secondo l'articolo, la diffusione di false malattie aiuta ad incrementare il mercato dei trattamenti e che molte delle campagne allarmistiche sono finanziate da imprese farmaceutiche senza scrupoli.
I ricercatori australiani hanno lanciato un appello a medici, pazienti e gruppi d'appoggio perché si mantengano vigili di fronte a certe strategie di mercato volte a manipolare la ricerca del benessere che è naturalmente alla base dei fini della medicina.
La ricerca è stata contestata da membri dell'associazione delle industrie farmaceutiche britanniche, i quali affermano che spetta al medico stabilire se e quali trattamenti prescrivere al paziente, mentre all'industria resta solo il compito di scoprire e commercializzare nuovi prodotti.