Il libro "Il Codice da Vinci" di Dan Brown è un bestseller scritto da un romanziere che non è storico, ma uno statunitense che è stato professore d'inglese alla Philip Exeter Academy, nel New Hampshire. La versione cinematografica sarà vista presumibilmente da quasi un miliardo di persone. L'effetto del film sarà sicuramente maggiore di quello del libro.
Il romanzo è una finzione scientifica che pretende di dimostrare che il cristianesimo è una menzogna ed un'impostura, un'invenzione della Chiesa cattolica tramandata nel corso dei secoli grazie alle guerre.
L'opera vuole mettere in discussione la verità storica del cristianesimo, la divinità di Gesù Cristo, l'origine e lo sviluppo della fede e le reali opere degli apostoli. In verità l'intenzione, neppure tanto recondita, è quella di fare un mucchio di quattrini grazie ad un pubblico avido di storie d'azione ma in molti casi carente di formazione religiosa e di capacità di discernimento.
Brown ha riempito pagine su pagine di informazioni "veritiere", senza alcuna base storica. Secondo questa storia Gesù sarebbe stato sposato con la Maddalena ed avrebbe generato una figlia, andando poi in Francia per sfuggire alla persecuzione degli apostoli. La loro discendenza si sarebbe imparentata nel secolo V con i Merovingi.
Il crociato Goffredo di Buglione, discendente da Gesù, avrebbe fondato il Priorato di Sion, con l'intento di salvaguardare nei secoli la storia segreta della famiglia. A questa società segreta sarebbero appartenuti uomini illustri come Leonardo e Newton, che avrebbero cosparso di simboli le loro opere.
Secondo Dan Brown, Gesù avrebbe affidato a Maria Maddalena la guida della chiesa, ma gli apostoli prima e la chiesa cattolica poi avrebbero impedito che questo si fosse venuto a sapere, mettendo in atto crimini di ogni genere. Strumenti di questa difesa dalla verità storica sarebbero prima l'Inquisizione, con lo sterminio di ben cinque milioni di eretici e di streghe, cifra che assomiglia ai fantastilioni di Paperon de' Paperoni, ed oggi l'Opus Dei, che sarebbe in contrapposizione al Priorato nella ricerca del Santo Graal.
Secondo Brown, nel Cenacolo vinciano di Santa Maria delle Grazie, a Milano, la figura alla destra di Gesù non sarebbe San Giovanni ma la Maddalena e Leonardo avrebbe disposto le figure a rappresentare una V, simbolo femminile, ed una M, come matrimonio, mentre la mancanza del calice starebbe a dimostrare che il Graal non sarebbe una stoviglia ma la Maddalena stessa che avrebbe accolto il sangue di Gesù attraverso il matrimonio. Secoli di storia dell'arte ci hanno insegnato che nella pittura rinascimentale era costume rappresentare Giovanni in forma quasi androgina e che altre pitture italiane anteriori al Cenacolo il calice non era dipinto proprio per enfatizzare il momento in cui i discepoli apprendono che tra di loro c'è un traditore e non quello dell'eucaristia. Il distacco della figura di Giovanni da quella di Gesù, nelle intenzioni di Leonardo, serve a dare l'impressione del parlottare a piccoli gruppi degli apostoli per cercare di scoprire chi sia il traditore.
Così per l'altra affermazione di Brown, secondo cui la "mano avulsa" di Pietro che stringe una daga simboleggerebbe la chiesa che sopprime dai vangeli la storia di Maria Maddalena, si spiega in realtà con il gesto quasi inconsulto di Pietro che, all'annuncio del tradimento, estrae la spada per difendere Gesù dal traditore. Ma Dan Brown dimostra di non conoscere nemmeno la biografia di Leonardo ed è inutile soffermarsi su questo.
Quanto al supposto matrimonio di Gesù con Maria Maddalena non solo non ne parlano i vangeli canonici, ma nemmeno quelli cosiddetti gnostici, venuti alla luce solo nel secolo scorso. Il vangelo di Maria Maddalena, apparso in frammenti nel 1940, afferma che lei era la discepola prediletta, quella che capiva meglio le parabole e quindi mal vista dagli altri, ma non certo una moglie.
Quanto all'Opus Dei, che non è un nome di fantasia come il Priorato di Sion, non annovera frati o monaci fra gli oltre ottantamila membri sparsi per il mondo, come il Silas assassino che appare nel libro e nel film. Probabilmente Brown sperava, inserendo nel suo libro un'organizzazione (si tratta di una Prelatura personale) effettivamente esistente, di provocare polemiche, liti, ricorsi in tribunale che avrebbero dato risonanza alla sua opera. In questo caso gli è andata male, perché l'Opus Dei ha risposto alla provocazione semplicemente con la trasparenza, aprendo i propri archivi a studiosi e giornalisti.
Infine, quanto al criptex, il cilindro in grado di autodistruggersi in caso di manomissione, non se ne trova traccia in nessuno dei disegni di Leonardo pervenutici, mentre un Priorato di Sion fu fondato in Francia nel 1956 da un gruppo di amici, ma ebbe vita breve e non aveva nessun segreto da nascondere.
Sul Santo Sangue era stato già scritto un romanzo negli anni ottanta, ma un giudice inglese ha dato torto agli autori, Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln, che avevano citato Brown per plagio. La proprietà intellettuale copre i brani scritti, non l'immaginazione. Soprattutto quando trattasi di fesserie, si potrebbe aggiungere.