Dopo le diagnosi a distanza, ecco la messa a punto di un apparecchio portatile per le analisi del sangue. Ha le dimensioni di un telefono cellulare e consente di fare le analisi con una quantità minima di sangue; il foro per il prelievo ha le stesse dimensioni di quello causato dalla puntura di una zanzara. L'elaborazione dei dati richiede circa 2 minuti di tempo.
Il laboratorio in un chip è frutto di una sinergia fra l'Istituto di Tecnologia della California, l'Università californiana di Los Angeles e la Compagnia internazionale IRIS.
I primi destinatari di questo laboratorio completo seppure miniaturizzato saranno gli astronauti impegnati nelle missioni spaziali. Il controllo sistematico dei valori presenti nel sangue degli astronauti è molto importante e finora è stato impossibile realizzarlo. Solo alla fine della missione potevano sottoporsi alle analisi.
Si pensa che anche i neonati potranno beneficiare di questo nuovo strumento, che rappresenterà una vera e propria rivoluzione nel campo delle indagini ematologiche.
I tecnici sono attualmente costretti a prelevare una quantità di sangue maggiore a quella strettamente necessaria per poter fare tutte le prove richieste, le macchine, inoltre, sono ingombranti e non trasportabili.
Sono state parallelamente disegnati e testati apparecchi come valvole, pompe e camere di passaggio di dimensioni così ridotte che è sufficiente una sola goccia di sangue per identificare le proteine, i globuli bianchi e rossi, i lipidi e le molecole di ossigeno.
La ricerca prosegue per mettere a punto altre procedure, ad esempio la misurazione dei fluidi come il plasma e l'urina o l'inserimento di marcatori cellulari per analizzare il DNA.
Si pensa, ovviamente, anche al campo della diagnosi precoce dei tumori; analizzando il plasma sarà possibile evidenziare la presenza di biomolecole cancerogene.