In ogni elezione i partiti di sinistra hanno sempre avuto una organizzazione capillare nei seggi elettorali. Qualche volta in passato si vedeva anche qualche rappresentate di altri partiti. Forse, a torto, non si è mai data la giusta importanza ai rappresentanti di lista. Non sono fantasie post elettorali sono constatazioni di una terribile debolezza di una democrazia che si professa stabile ma che stabile non è se nel momento più importante in cui il cittadino esprime il suo voto vi sono dubbi sulla regolarità dello spoglio delle schede. Non è paradossale quanto si afferma, è la realtà di quanto avviene in ogni tornata elettorale. Nelle penultime elezioni politiche in Calabria vi furono 100.000 schede bianche. Nelle ultime elezioni le schede bianche sono state pochissime. Cosa vuol dire? Semplicemente che se in un seggio elettorale non vi sono i rappresentanti di lista di tutte le posizioni politiche è facilmente realizzabile far diventare le schede bianche in schede valide per uno o per
l'altro schieramento. Vi è un lungo elenco di casi anomali che probabilmente verranno riesaminati.
Le votazioni che hanno un preambolo di campagna elettorale sfinente, che coinvolge milioni di italiani fino alla noia, hanno un tallone di Achille: la regolarità e la buona fede degli scrutatori e dei presidenti di seggio. Si potrà obiettare che Berlusconi una campagna elettorale l'ha vinta, governando per cinque anni. Evidentemente la sua vittoria ha avuto dei numeri cosi possenti che neppure i brogli elettorali hanno potuto modificare il risultato. Nelle ultime elezioni politiche tutti i sondaggi vedevano il centro destra perdente per più di cinque punti percentuali. Il centro sinistra ha vinto per soli 24.000 voti. Un così esiguo scarto di voti esige una seria riflessione sulle anomalie registrate in molte sedi elettorali.
Specialmente in queste ultime elezioni tanta era la tensione politica contro il centro destra che non è difficile supporre che la collaudata macchina organizzativa del centro sinistra si sia mobilitata. Sicuramente ogni seggio era presidiato. Presidente e rappresentanti di lista hanno avuto sicuramente la libertà di valutare senza un contraddittorio valido tutti i casi dubbi.
Questa è la colpa del centro destra, poca militanza politica di base e conseguentemente poca organizzazione. Non si può fare un esercito in cui tutti vogliono fare i colonnelli e nessuno vuol fare il soldato. Prescindendo da queste riflessioni che appartengono ai partiti vi è da meditare seriamente sul sistema elettorale vigente.
Non si può accettare democraticamente la non certezza del voto. Vi è la necessità improrogabile di cambiare il sistema elettorale nell'interesse di tutti. Si sta sperimentando il voto elettronico che potrebbe risolvere in gran parte i problemi fin qui disquisiti. Ma chi gestirà il voto elettronico? Anche nel caso si arrivasse a coprire tutto il paese con questo nuovo sistema di votazione vi sono da prendere tanti accorgimenti per renderlo certo. In teoria si potrebbero fare brogli ancor più clamorosi se l'informatizzazione del voto non verrà gestita collegialmente da tutti i partiti che dovranno mettere in campo i loro migliori esperti informatici.
Quello del voto è un problema serio che va risolto al più presto per il bene di tutti sia di chi vince sia di chi perde. Non si può continuare ad avere dubbi sulla legittimità degli eletti e gli eletti non possono sentirsi delegittimati ogni momento da chi (forse a ragione) mette in dubbio la validità del voto.