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arte e mostre
"tempo moderno" al palazzo ducale di Genova
di Manuela Mattei

Nell'ambito del programma delle iniziative dedicate al centenario della Cgil, presso il Palazzo Ducale, a Genova, una rassegna dal titolo 'Tempo moderno. Da Van Gogh a Warhol. Lavoro, macchine e automazione nelle Arti del Novecento', curata da Germano Celant con Anna Costantini e Peppino Ortoleva, avente come tema il lavoro nel XX secolo e la condizione dei lavoratori nella società industriale e post-industriale.

Un lungo percorso espositivo fra dipinti, sculture, disegni, fotografie, manifesti, video e film che testimoniano il passare del tempo sia attraverso diverse tecniche artistiche sia mettendo a confronto il passato con il presente per riflettere e far riflettere sulla condizione umana nel tempo e nel prossimo futuro.

Opere di artisti che indagano il 'tempo moderno' soffermandosi soprattutto sui protagonisti, i lavoratori nelle loro varie specializzazioni, dal contadino all'operaio, al tecnico e all'impiegato, non dimenticando tuttavia il rapporto tra arte e tecnologia: un modello di sviluppo che prendendo il via dalle prime fabbriche ha modificato non solo il paesaggio urbano quanto e soprattutto quello sociale; un mutamento avvertito in un primo tempo come liberazione dal lavoro, attraverso la meccanizzazione e l'automazione, ma che in realtà si è concretizzato quasi sempre in disoccupazione e sottoccupazione.

Dall'esame delle prime produzioni industriali nascono opere, in particolare quelle delle avanguardie, che ne testimoniano appunto le caratteristiche peculiari di velocità, sintesi, montaggio: in questo ambito ricordiamo artisti quali Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Fortunato Depero, Natalija Goncarova, Charles Demuth, tanto per fare qualche nome.

Quindi nella prima metà del Novecento l'immagine del lavoratore inteso come lavoratore-macchina, ma anche lo sfruttamento dei più deboli sino all'iconografia del realismo socialista, con opere di artisti quali Constantin Maunier, Maximilien Luce e Viktor Perel'man.

Quindi la disoccupazione, gli scioperi e le manifestazioni, il tempo libero, proposti in opere di matrice realista, quali quelle di Renato Guttuso e di Armando Pizzinato, frutto di un forte preconcetto nei confronti dell'astrattismo, sino ad arrivare alla rinnovata fiducia nei confronti della tecnologia che coinvolge il settore industriale negli anni Sessanta e Settanta, in una visione profondamente conflittuale fra l'utilizzazione di nuovi materiali legati al mondo della produzione e le conseguenze sulla qualità della vita umana.

La rassegna si conclude con le rivoluzioni tecnologiche degli ultimi decenni del secolo scorso, che hanno portato ad una progressiva smaterializzazione del lavoro, da una parte e, dall'altra, alla riproposizione di condizioni di sfruttamento e di esclusione dei lavoratori dei paesi in via di sviluppo, sia in patria che nei luoghi di emigrazione.

Di fondamentale importanza la trasformazione del lavoro testimoniata da cinema, tv e video; completa la mostra un pregevole volume di grande formato edito da Skira, con la riproduzione delle opere e saggi critici.

'Tempo moderno' al Palazzo Ducale di Genova, con orario 9,00-19,00 tutti i giorni, il giovedì 9,00-22,00; lunedì chiuso. Prezzo del biglietto intero € 8,00, ridotto € 6,00, scuole € 3,00. biglietto unico Mostra + Acquario di Genova intero € 18,00. ridotto gruppi € 15,00, scuole e bambini dai 4 ai 12 anni € 9,00. Ingresso ridotto per i possessori del biglietto di Euroflora. Sconti reciproci con la Fondazione Teatro Carlo Felice.

Per ulteriori informazioni tel. 010.5574004 oppure www.palazzoducale.genova.it

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