C'era una volta Indira Gandhi, capo della "più grande democrazia del mondo" (per numero di abitanti) che, per controllare le nascite, invece di aprire una battaglia politica e mediatica, non trovò di meglio che far tagliare i condotti spermatici di tutti i poveri che poteva.
Nel "paese dove fioriscono i limoni" (ci sia consentita la citazione goethiana) non si giunge a questo, anche perché il trend demografico è saldamente negativo, però quanto a tagliare non si scherza lo stesso.
Qui si vogliono tagliare le pensioni, non solo quelle dei poveri, ma di tutti gli ingenui che non sono scappati in tempo e sono restati invischiati nel classico meccanismo del bastone con la carota, sperando in finestre che irrimediabilmente si vanno chiudendo.
Ma non c'era da aspettarsi altro. Quando nel 1974 l'allora governo di centrodestra parlò timidamente di riforma delle pensioni uno sciopero generale paralizzò l'Italia, compreso il comparto del pubblico impiego, compresa la scuola. Ma quando cinque anni dopo il Professore riformò la riforma Dini (che già tagliava) e con un piccolo inciso abolì i tradizionali "sei mesi e un giorno" per il calcolo dell'ultimo anno di servizio degli statali, nessuno scioperò, forse nessuno se ne accorse, come se Indira avesse lavorato approfittando della gente mentre dormiva.
Adesso, suonando la grancassa sulla vita media che s'allunga, si preparano gli italiani ad una nuova stagione di tagli pensionistici, salvaguardando, dicono, i lavori cosiddetti usuranti. Bisognerebbe vedere, però, quali siano i lavori usuranti, anzi, se non sia usurante qualsiasi lavoro, se fatto magari in un ambiente ostile o perché semplicemente non si ha più l'entusiasmo della gioventù.
Ma il peggio è per quei quaranta-cinquantenni che il lavoro l'hanno perso per chiusura della ditta in cui lavoravano e che non sono proprio presi in considerazione nelle offerte di lavoro. Non sempre chi è stato dirigente o quadro se la sente di accettare un lavoro di manovale muratore, e soprattutto gli impresari edili non lo prenderebbero, dato che ad una certa età si è facilmente soggetti al mal di schiena e non si riescono a sollevare i pesi. A questa gente nessuno ci pensa, non hanno spazio sulla grande stampa e devono solo sperare che i figli trovino un lavoro e li mantengano perché, come sta accadendo da anni a questa parte, ogni volta che credono di afferrare la pensione questa possibilità scompare come la Fata Morgana.
Siccome i condotti spermatici sono due (a meno che non ci si chiami Bartolomeo Colleoni che, si dice, come al supermercato aveva tre invece di due) qualcuno ha già pensato di mettere mano al secondo condotto del liquido seminale, la liquidazione (ci sia consentito il bisticcio).
Riforma anche qua, con probabilissimo aumento della tassazione, nonché silenzio-assenso sulla destinazione ai fondi gestiti dai sindacati dei propri soldi, proprio come in quella vecchia proposta di legge che ci voleva tutti potenziali donatori di organi (honny soit qui mal y pense, non ci riferivamo a qualche organo in particolare).
Al punto in cui sono arrivate le cose, al vecchio cronista non resta che sperare che la vita media si allunghi di tanto da fargli raggiungere, un giorno (l'ombra di Indira permettendo) l'agognata età pensionistica politically correct.