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arte e mostre
arte per l'umanità
di Manuela Mattei

Presso la Sala Zanardelli al Complesso del Vittoriano, a Roma, la mostra 'Arte per l'Umanità', articolata in tre sezioni, avente come tema il rapporto fra arte e movimento cooperativo in Italia.

La rassegna, infatti, posta sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è una delle manifestazioni promosse dalla 'Lega Nazionale delle Cooperative per la celebrazione del centoventesimo anniversario della sua fondazione: fondata nel 1886, Legacoop è la più antica delle organizzazioni cooperative italiane, che opera per promuovere lo sviluppo della cooperazione e della mutualità, dei rapporti economici e solidaristici delle cooperative aderenti e per favorire la diffusione dei principi e dei valori cooperativi.

Festeggiare il centoventesimo anniversario può sembrare a prima vista quanto meno eccentrico ma in realtà la ricorrenza è giustificata dalla particolare importanza dello sviluppo della cooperazione in Italia nell'ultimo ventennio: una buona occasione, dunque, per ripercorrere parte della storia italiana attraverso una disamina dei rapporti fra arte e cooperazione dalla seconda metà del XIX secolo agli inizi del XXI; non a caso, infatti, parte dell'ampia selezione di opere d'arte, in tutto circa un centinaio, provengono proprio dalle collezioni delle imprese cooperative aderenti alla Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue.

La rassegna, curata da Luigi Martini, così come il pregevole volume di grande formato edito da Skira con la riproduzione delle opere in uno ad esaustivi saggi, è suddivisa, come detto, in tre sezioni di cui le prime due di carattere storico e la terza dedicata al fenomeno del collezionismo e del mecenatismo cooperativo.

Nella prima sezione, che copre il periodo 1886-1922, ricordiamo 'Gruppo di componenti la Cooperativa Pittori di Reggio Emilia', che apre il percorso della mostra, un olio su tela dal particolare carattere di epicità ed ufficialità al tempo stesso, i bozzetti per il fregio della sala per il pubblico della Cassa di Risparmio a Reggio Emilia nel cinquecentesco Palazzo Pratonieri, di Cirillo Manicardi; diverse opere di Carlo Carrà, fra cui la famosa 'Allegoria del lavoro', raffigurante alcuni operai seminudi fra gli attrezzi di lavoro, realizzata prima dell'adesione dell'artista al futurismo; fra le opere di Giovanni Guerrini, infine, ricordiamo 'Il falciatore', acquerello e matita su carta incollata su cartoncino.

Nella seconda sezione, dedicata alle arti e alla cooperazione nel dopoguerra, 1945-1980, troviamo i bronzi di Augusto Murer realizzati per le cooperative di Sant'Alberto, braccianti e muratori, e, fra le opere di Saro Mirabella, 'Sarchiatrici', un olio su tela esposto per la prima volta dall'artista alla VI quadriennale di Roma, nel 1951-52, nel quale viene esaltata la dignità del lavoro nei campi.

Nella sezione dedicata al collezionismo cooperativo, infine, troviamo opere quali 'L'aratura', un olio su cartone, e 'Battitrice di grano', bronzo, di Giuseppe Graziosi, 'La pausa delle braccianti', di Aldo Borgonzoni, una raffigurazione dalla componente autobiografica perché la madre dell'artista era una mondina; quindi 'Senza titolo' di Renzo Vespignani, e 'Donne di zolfatari' di Renato Guttuso, una tela esposta per la prima volta nella personale di Praga del 1954.

Ed ancora 'Ulisse' di Alberto Gianquinto, appartenente all'ultima fase di attività dell'artista, 'Le ginestre' di Carlo Mattioli' dall'impasto materico molto ricco, 'Natività', di Hsiao Chin, una modulazione del colore sui toni brillanti del giallo, del rosso e del verde; 'Il massaro' di Carlo Levi, proposto alla Biennale di Venezia del 1954, e 'Orientale' di Mario Schifano, tecnica mista su carta, una esplosione di colori pastosi, di matrice informale.

Impossibile citare tutti gli artisti e le opere, in mostra sino al 15 dicembre p.v. al Complesso del Vittoriano, in piazza dell'Ara Coeli a Roma, con orario tutti i giorni dalle ore 9,30 alle 17,30.

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