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cultura
Lucio Anneo Seneca: interloquiamo con un medico dell'anima del passato (parte 1)
di Giuseppe La Rosa

Lucio Anneo Seneca (4 a.C - 65 d.C)

Noi Constatiamo che l'uomo è spesso inquieto. Hai qualche medicina ?
Lucio L' imperturbabilità. Anzi, mi piace chiamarla, tranquillità dell'anima.

Noi Tutti desideriamo un'anima tranquilla. Che cosa intendi ?
Lucio L'anima dell'uomo cerca equilibrio ed armonia, vuole stare in pace con se stessa, essere soddisfatta del suo stato, allontanare ciò che turba tale gioia, mantenersi serena, senza mai esaltarsi né abbattersi.

Noi Come si raggiunge tale stato di grazia ?
Lucio E' un bel percorso. Come prima tappa, bisogna iniziare dal prendere coscienza di una evidenza : l'uomo è tormentato dall'insoddisfazione verso se stesso.

Noi Mica sempre ?
Lucio Quasi sempre. L'insoddisfazione è la più comune patologia dell'animo umano. Tutti soffrono di questa malattia.

Noi Ci puoi fare qualche esempio ?
Lucio Ci sono almeno 8 tipi di insoddisfatti : i volubili, gli annoiati, coloro che cambiano continuamente di umore, coloro che rimpiangono sempre quanto hanno lasciato, gli ignavi, gli indifferenti, coloro che si comportano come chi ha il sonno leggero, si girano e si rigirano finchè, stanchi, si addormentano, e cioè, cambiano senza sosta lo stato della propria vita e, alla fine, si fermano non perchè cambiare dà loro fastidio, ma perchè, nel frattempo sono arrivati alla vecchiaia, e questa, di solito, è pigra di fronte alle novità; l'ottavo tipo sono i poco volubili, in quanto inerti, non vivono secondo i loro desideri ma come hanno sempre fatto dall'inizio.

Noi Quindi, se abbiamo capito, tutti questi signori hanno una caratteristica comune : sono sempre scontenti di sé.
Lucio Esattamente. Dentro il loro animo prendono corpo desideri incerti che non realizzano mai. E sapete perché ? Perché o non tentano di possedere quanto desiderano o non riescono ad ottenerlo. E vivono in una vana speranza, sempre instabili, come chi è incapace di decisione. Fanno progetti e poi compiono azioni disoneste e azzardate e se non arriva il successo se ne lamentano, non tanto per aver voluto la cosa sbagliata ma per non averne visto lo scopo.

Noi Ma come ne escono ?
Lucio E' difficile. Il loro spirito è talmente agitato che non trova via d'uscita. Non sanno dominare le passioni né vi si abbandonano. Sono soffocati tra l'indeterminatezza propria di una vita che non può realizzarsi e l'indolenza di uno spirito impigrito e infiacchito da desideri inappagati. E se la prendono con la mala sorte, e si rammaricano del proprio tempo, e si rinchiudono in se stessi, e si annoiano, e si vergognano di se stessi.

Noi E' un circolo vizioso ?
Lucio Per l'appunto. Gli inquieti si isolano dal mondo ma odiano la solitudine. Per nascondere il vuoto dell'esistenza inseguono ogni novità, lasciandosi sfiancare da impegni eccessivi, dandosi a viaggi senza meta e senza scopo. Ma il male di cui soffrono non dipende dai luoghi, bensì da loro. Non hanno la forza di sopportare niente, nè fatiche, nè piaceri, nè loro stessi. Ecco perchè fuggono. Fuggono da se stessi e per dimenticare se stessi.

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