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medicina
il chirurgo Da Vinci

Adesso è possibile operare un cancro alla prostata senza che il chirurgo tocchi il paziente con le proprie mani, grazie ai progressi della robotica. Il sistema in questione, nato per iniziativa dell'esercito USA, con l'intento di permettere operazioni in prima linea con il chirurgo nelle retrovie, è stato chiamato Da Vinci, in onore di Leonardo, ideatore di tante macchine.

Gli interventi con il robot sono più lunghi del normale, ma hanno il vantaggio di poter operare là dove le dita del chirurgo non possono giungere e di eliminare effetti collaterali come l'incontinenza urinaria e l'impotenza sessuale.

Il cancro alla prostata è il secondo per diffusione dopo quello al polmone e può non essere diagnosticato in tempo perché i sintomi sono gli stessi di quelli dell'ingrossamento senile di questa ghiandola maschile, stimolo frequente ad orinare con l'espulsione di pochissima orina. L'operazione tradizionale porta all'impotenza nell'ottanta per cento dei casi.

L'operazione con il Da Vinci dura fino a tre ore, ma elimina quasi completamente i casi di incontinenza postoperatoria e riduce al trenta per cento i casi di impotenza. Il robot offre al chirurgo un'immagine a tre dimensioni e un'estrema motilità all'interno del paziente. L'operazione è meno dolorosa, con minor rischio di infezione, lascia cicatrici più piccole e permette un recupero postoperatorio più rapido.

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