Secondo quanto afferma uno studio dell'Istituto di Psichiatria del Kings College di Londra, il cervello degli psicopatici sarebbe biologicamente differente da quello degli individui sani, in quanto i primi mostrerebbero una minore attività nelle aree del cervello legate alle espressioni facciali.
Gli psicopatici criminali, in particolare, sarebbero meno ricettivi alle espressioni facciali di persone che manifestano paura. Questi malati possono commettere crimini atroci, come violenze e assassinii, senza mostrare segni di rimorso.
Già in passato si era teorizzato che gli psicopatici criminali avessero problemi a decodificare espressioni facciali o vocali di timore, tristezza o angustia negli altri. L'equipe del professor Declan Murphy ha preso in esame sei psicopatici e nove individui sani, attraverso uno scanner che registra le attività cerebrali.
Prima sono state mostrate immagini di persone senza una particolare espressione, poi di persone apparentemente felici ed infine di persone spaventate.
Davanti alle immagini di persone felici, l'attività cerebrale è stata registrata in ambedue i gruppi, ma era minore negli psicopatici. Di fronte alle immagini di persone spaventate, nel gruppo di controllo si è verificato una notevole attività cerebrale, mentre tra gli psicopatici si è addirittura notata una diminuzione.
Secondo la dottoressa Nicola Gray dell'università di Cardiff, questa deficienza nel riconoscimento e nella risposta emozionale nei riguardi di persone in preda alla paura può essere correlata alla mancanza di capacità di frenare condotte criminali nei confronti degli altri.
Questa scoperta, al momento, non ha ancora un'utilità pratica nella cura degli psicopatici. Si può però proseguire nello studio delle aree cerebrali per vedere se negli psicopatici esistano deficienze anche in altre campi cognitivi.