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religione
le menzogne sul Vicario

L'ex capo dello spionaggio rumeno, Ion Mihai Pacepa, ha recentemente confessato che la serie di accuse a Papa Pio XII, cominciata con il dramma di Rolf Hochhuth "Il Vicario", nel 1963,e culminata con illibro di John Cornwell "Il papa di Hitler" nel 1999, è stata ideata dal KGB. L'operazione fu messa a punto nel 1960 per ordine di Nikita Krushev.

Tra il 1960 ed il 1962 Pacepa inviò a Mosca centinaia di documenti su Pio XII, originalmente innocui ma abilmente manomessi dal KGB per dimostrare che il Papa fosse un collaboratore o quantomeno un testimone silenzioso della follia hitleriana.

Probabilmente Hochhuth scrisse del tutto in buonafede il dramma, come in buonafede era il regista greco Costa Gravas, che trasformò in film il dramma nel 2001. Ma John Cornwell non era affatto in buonafede, quando ha mentito spudoratamente sulle fonti del suo libro, dicendo di aver condotto approfondite ricerche nella biblioteca vaticana, quando dal registro delle entrate della stessa si evince che c'era stato pochissime volte e per fugaci visite.

Il libro di Cornwell è stato smontato senza pietà nel 2005, non da un ricercatore cattolico integralista, bensì da un rabbino, David G. Dalin, che con i tipi della Regnery ha pubblicato il saggio "The myth of Hitler's pope", poco o nulla pubblicizzato da grandi media mondiali e del tutto sconosciuto, perché non tradotto, in molti Paesi di tradizione cattolica.

La grande menzogna su Pio XII probabilmente seguiterà ancora per molto tempo ad essere spacciata come verità, come d'altronde come verità viene ancora contrabbandata la tesi che Alì Agca fosse da solo quando attentò alla vita di Giovanni Paolo II e che dietro non vi fossero i servizi segreti bulgari, mandati dal KGB.

Eugenio Pacelli, il futuro Pio XII, nacque a Roma il 2 marzo 1876, figlio terzogenito, da Filippo e Virginia Graziosi. Sembra che sentisse la vocazione al sacerdozio fin dalla più tenera età (giocava a celebrare la messa), ma entrò alla Pontificia Università Gregoriana solo dopo aver frequentato il liceo pubblico. Presto dottore in teologia, diritto canonico e diritto civile, iniziò una folgorante carriera all'interno della diplomazia vaticana. Fu nunzio apostolico in diverse sedi e per tredici anni, dal 1920, a Berlino. Nel 1929 la sua automobile fu presa d'assalto dai nazisti ed uno di loro estrasse la pistola per sparargli. Fu grazie all'intervento di una suora tedesca che i facinorosi lo lasciarono andare.

Segretario di Stato dal 1930, Eugenio Pacelli sottoscrisse concordati con numerosi stati europei, Germania compresa, ma quando vide che il governo nazista violava costantemente i patti, collaborò attivamente con Pio XI alla redazione dell'enciclica Mit brennender Sorge (Con viva preoccupazione).

Eletto Papa il 2 marzo 1939, nello stesso anno pubblicò l'enciclica Summi Pontificatus, di condanna di ogni forma di totalitarismo; il 24 agosto lesse un discorso alla radio vaticana in cui affermò: "Tutto è perduto con la guerra; nulla è perduto con la pace". Nel 1942 appoggiò la cosiddetta Orchestra nera, organizzazione di cattolici e protestanti tedeschi per un'azione contro Hitler, ma non trovò aiuto negli Alleati. Negli anni della guerra i sacerdoti cattolici riuscirono a nascondere seicentomila ebrei e tentò, offrendo chili di oro, di salvare gli ebrei del ghetto di Roma dalla deportazione (ma i nazisti, sembra addirittura per sfregio verso il pontefice, non stettero ai patti). Dopo l'otto settembre ospitò in Vaticani esponenti antifascisti quali De Gasperi, Nenni e Saragat.

Nel Dopoguerra Pio XII si oppose duramente al comunismo, giungendo a scomunicarne gli aderenti, e tentando vie diplomatiche per scongiurare la deportazione dei cattolici russi nei gulag. Nel 1952 ammise la possibilità per i coniugi di astenersi dal rapporto sessuale durante il periodo fertile della moglie, con un discorso rivolto alle ostetriche, e questo è a tutt'oggi l'unico contraccettivo ammesso dalla Chiesa.

Morì nella residenza papale estiva di Castelgandolfo il 9 ottobre 1959.

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