Una ricerca recente afferma che il fumo aumenta il rischio di contrarre la tubercolosi, una malattia infettiva che ancora oggi causa la morte di due milioni di persone ogni anno nel mondo.
Secondo Megan Murray, docente di epidemiologia ad Harvard, i fumatori, attivi o semplicemente passivi, hanno il doppio delle possibilità di ammalarsi di TBC rispetto ai non fumatori.
Ma per fumo non s'intende solo quello dei derivati del tabacco. Se sicuramente questo è correlato alle popolazioni dei Paesi sviluppati, in quelli in via di sviluppo, soprattutto nelle aree rurali, il pericolo viene dalle cosiddette cucine a biomassa, ovvero dove vengono usati combustibili come legna, carbone e sterco di animali. In questo caso, però, gli studi non sono ancora sufficienti e si procede per ipotesi.
Il fumo indubbiamente contribuisce ad indebolire l'organismo e favorisce quelle malattie polmonari che possono aiutare il bacillo della TBC ad aggredire i polmoni e tutto questo avviene nel Paesi sviluppati, dove, secondo alcune statistiche, la tubercolosi sarebbe più diffusa.
In realtà in Occidente la TBC ha smesso di far paura come un tempo, dato che da tempo esistono antibiotici specifici. È invece nelle zone povere del Pianeta che la tubercolosi è ancora una malattia mortale, e lì l'utilizzo di materiali organici per cucinare e riscaldarsi aiuta l'agente patogeno nel suo lavoro.