A Roma, al Museo del Corso, una mostra a cura di Mario Bevilacqua e Mario Gori Sassoli, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Roma ed alla quale ha collaborato l'Istituto Nazionale per la Grafica, che vuole rappresentare un omaggio a Giovanni Battista Piranesi, dal titolo 'La Roma di Piranesi. La città del Settecento nelle Grandi Vedute', proponendo una visione globale dell'opera del grande artista veneto dedicata alla città eterna.
Un amore per Roma quasi viscerale, che divenne indissolubile dopo la pubblicazione, sul finire del 1747, del rame con la 'Piccola pianta di Roma moderna' di Nolli, inciso da Piranesi e da Carlo Nolli, una pianta che unisce la topografia scientifica della città con la riproduzione di grandi monumenti civili e religiosi, da San Pietro e Santa Maria Maggiore alla Fontana di Trevi e alla Consulta.
Ed è proprio in questo stesso periodo che l'artista realizza tavole di grandi dimensioni, le Grandi Vedute, appunto, con la cui pubblicazione il Piranesi raggiunge una incredibile professionalità, rivelandosi al tempo stesso artista e mercante, non avvalendosi di alcun aiuto finanziario da parte di mecenati o di forme associative.
Nucleo centrale della rassegna è la serie completa delle opere provenienti dalla famiglia dei Duchi di Wellington - che testimonia l'importanza raggiunta dall'artista veneto anche in campo internazionale - cui si affiancano anche altre opere di eccezionale importanza, alcune delle quali in esposizione per la prima volta, come la pianta del complesso di Villa Adriana, i disegni degli Uffizi ed il pregevole taccuino giovanile di Modena, proveniente dai fondi della Biblioteca Estense.
Ma anche opere inedite o poco note di artisti vicini a Piranesi, provenienti da svariate collezioni pubbliche e private, attraverso le quali si ricrea quella particolare atmosfera della Roma settecentesca, tappa immancabile del Grand Tour da parte di artisti, intellettuali ed aristocratici; nel contempo la rassegna consente la fruibilità di due opere di Giovanni Paolo Pannini, di recente entrate nella collezione permanente del Museo del Corso.
Ricordiamo per inciso che l'Istituto Nazionale per la Grafica ha prestato diverse opere provenienti dalle sue collezioni, fra cui il celebre 'Prospetto' di Roma di Giuseppe Vasi e due rari esemplari del 'Catalogo' di Piranesi, le matrici di alcune tra le immagini più conosciute di tutta la raccolta.
Per meglio comprendere l'artista, oltre alla sua passione di vedutista e di archeologo - che anticipò quelli che sono considerati i metodi scientifici dell'archeologia moderna con il volume 'Della magnificenza ed architettura de' Romani' (1761) - una sezione della rassegna è dedicata all'artista nella sua veste di architetto, con le grandi realizzazioni papali per il rinnovamento di Roma, la ricostruzione virtuale dei suoi progetti per San Giovanni in Laterano. Non potevano inoltre certo mancare le sue realizzazioni architettoniche, come la Chiesa di S. Maria del Priorato, la monumentale piazza dei Cavalieri di Malta all'Aventino e le decorazioni del Caffè degli Inglesi in piazza di Spagna.
Completa la mostra un pregevole volume edito da Artemide, con la riproduzione delle opere e saggi di C. Strinati, M. Fagiolo, J. Wilton-Ely, F. lui, F. Barry e del curatore Mario Bevilacqua.
A Roma, al Museo del Corso, in via del Corso 320, sino al 25 febbraio p.v., con ingresso tutti i giorni dalle ore 10,00 alle ore 20,00. Biglietto d'ingresso intero € 7,50, ridotto €5,00 per giovani fino a 18 anni ed adulti oltre i 65; scuole € 3,50 (min 15 - max 25). Ingresso gratuito per bambini sino a 6 anni, visitatori disabili compreso accompagnatore, un accompagnatore per gruppo prenotato, un accompagnatore per ogni 10 studenti.
Info e prenotazioni allo 06 6786209.