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arte e mostre
seta: potere e glamour
di Manuela Mattei

Presso il Filatoio di Caraglio (Cuneo), Salone della Filanda, in via Matteotti, una mostra a cura di Roberta Orsi Landini promossa dall'Associazione Culturale Marcovaldo, Caraglio, dal CeSAC - Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee, Caraglio, e dalla Regione Piemonte, una mostra il cui tema, per la prima volta dall'apertura del Filatoio, si amalgama con il luogo espositivo: un ritorno al passato in grande stile con una eccellente esposizione di capi di seta, se solo consideriamo che è dagli anni Trenta che è cessata la produzione della seta presso il Filatoio di Caraglio.

Questa mostra, inoltre, vuole rappresentare il lancio di un nuovo allestimento museale dedicato alla seta in Piemonte, che dovrebbe nascere presso il Filatoio entro il 2008, oltre che naturalmente consacrare la sede espositiva a livelli internazionali, testimonianza di archeologia industriale di eccezionale rilevanza, come riconosciuto dal Consiglio d'Europa.

Non a caso, infatti, la mostra è realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo, sempre convinta che il patrimonio artistico costituisca uno strumento di sviluppo culturale, economico ed occupazionale, e con il contributo di Fondazione CTR: ricordiamo solo per inciso che il Filatoio di Caraglio è diventato negli ultimi anni, grazie alle mostre organizzate dall'Associazione Marcovaldo, uno dei beni culturali più visitati in provincia di Cuneo, secondo per presenze registrate al solo Castello di Racconigi.

Pur se lavorata nei secoli precedenti, la seta ha conosciuto il suo boom nel Quattrocento, con la realizzazione di insuperabili capolavori tessili, destinati a vestire non soltanto papi e re ma anche i rappresentanti della ricca borghesia imprenditoriale: la seta è spesso associata a filati d'oro ed i motivi ornamentali hanno una forte valenza simbolica, parlando del Cristo e del sacrificio sulla croce, attraverso il quale l'umanità è stata liberata dal peccato originale.

Come dire che gli uomini sono tutti uguali di fronte a Dio, indipendentemente dalla nobiltà di sangue: in tal modo i nuovi ricchi ostentavano la propria fede a giustificazione del proprio potere economico.

Dopo il Rinascimento, negli anni a cavallo fra Seicento e Settecento, con la scoperta di mondi lontani e gli scambi commerciali con terre dell'estremo oriente, Giappone,India, Cina, i motivi simbolici che avevano caratterizzato in precedenza i velluti ed i broccati perdono il loro valore, e le nuove sete si ispirano a motivi esotici, con nuove gamme cromatiche dal fucsia al salmone e all'azzurro polvere, caratterizzati da forme bizzarre, fiori ed oggetti fantastici, sempre esaltati dalla preziosità dell'oro e dell'argento. Gli utilizzatori sono per lo più gli intellettuali, personaggi che nell'ambito dell'alta società sono più disponibili alle influenze esterne, proprio in relazione alla loro maggiore apertura mentale.

Con l'industrializzazione, infine, nella prima metà del XX secolo l'abbigliamento in seta non è più destinato all'uomo, ma alla donna, diventando un materiale tessile quasi esclusivamente femminile, attraverso la creazione di nuovi generi tessili, quali crêpes e chiffon, che favoriscono una moda tutta giocata sulla seduzione.

La rassegna è appunto suddivisa in tre sezioni, riferite ai periodi sopracitati, 'Seta per il potere e per la gloria', 'Seta per l'uomo di mondo', 'Seta per la seduzione': non ci sono parole per descrivere l'elaborazione dei disegni, l'esplosione di colori, l'eleganza delle forme e, in tempi più recenti, gli effetti scultorei ed i giochi di trasparenze, dei meravigliosi abiti presenti in mostra, rigorosamente riprodotti nel pregevole volume di grande formato edito da SilvanaEditoriale in uno a saggi della curatrice e di F.Franceschi. D.Charles Fuchs, S.Muller, M.P.Pettinau Vescina, A.d'Agliano, M.Carmignani, S.Gnoli e M.Bouzard.

Al Filatoio di Caraglio (Cuneo), sino al 25 febbraio p.v, con orario dal martedì al sabato dalle ore 14,30 alle ore 18,30; domenica e festivi dalle ore 10,00 alle ore 18,30. Ingresso € 5,00 intero, € 3,00 ridotto (dai 6 ai 14 anni ed oltre 65): gratuito sino a 6 anni e con abbonamento Musei Torino Piemonte 2006-2007.

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